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“Sul Trivulzio e le case di riposo giusto accertare, ma attenti a non dare ai giudici i compiti della politica”

Il direttore Claudio Cerasa a Storie Italiane: “È evidente che degli errori sono stati fatti, che in Lombardia qualcosa non ha funzionato, ma non trasformiamo ancora una volta un'indagine in una grande vittoria della cultura del sospetto”

15 Aprile 2020 alle 13:34

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Dopo le prime perquisizioni di ieri negli uffici del Pio Albergo Trivulzio e di altre rsa milanesi, la Guardia di Finanza questa mattina si è recata nella sede della regione Lombardia per acquisire tutta la documentazione relativa alle direttive date dall'amministrazione regionale e dall'assessorato al Welfare alle case di riposo sulla gestione dell'emergenza coronavirus.

Nel frattempo si apprende che da febbraio, su 601 controlli effettuati in tutti Italia a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, i Nas hanno identificato 104 strutture per anziani non conformi alla normativa. Sessantuno sono state le persone denunciate mentre altre 157 sono state sanzionate per un ammontare complessivo di oltre 72mila euro. 

 

Di queste indagini ha parlato, ospite di Eleonora Daniele a Storie Italiane su Rai 1, il direttore Claudio Cerasa: “Evidentemente c'è qualcosa che non ha funzionato. Solo che quando si è davanti a una pandemia, a una crisi sistemica come quella che abbiamo visto in questi mesi, va messo in conto che ci possono essere stati degli errori, anche in buona fede. Bene accertare, ma criminalizzare a priori è sbagliato. È evidente che degli errori sono stati fatti, è evidente che in Lombardia qualcosa di molto importante non ha funzionato, ma stiamo attenti a non trasformare ancora una volta un'indagine della magistratura in una grande vittoria della cultura del sospetto e nell'affermazione della Repubblica giudiziaria”.

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  • robycarletti

    robycarletti

    15 Aprile 2020 - 21:59

    in italia vige sempre la ricerca del colpevole anziché ' perdere tempo ed andare a capire cosa non ha funzionato pensiamo a far funzionare il cervello con idee e progetti per uscire dall'incubo Covid 19

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    15 Aprile 2020 - 19:48

    Al direttore - Gli smemorati non hanno presnte che la Legge dei sospetti è entrata in vigore al tempo di Mani pulite con il plauso generale dei cittadini inconsapevoli di dove saremo finiti e con l'appoggio politico della sinistra che ci vide l'occasione per distruggere l'odiato pentapartito e arrivare al governo, Non avevano previsto Silvio. La legge dei sospetti riprese lena. Sappiamo com'è andata. Ritrovarsi al governo condizionati da un insieme di incompetenti, ossessionati giustizialisti, nati dal vaffa, non è un bel risultato. Non trovano di meglio che demonizzare, accentuare, gli errori, era inevitabile ci fossero, della giunta regionale lombarda. Ovviamente ridando fiato e sostegno alla Legge dei sospetti e delle illazioni. La voce del Foglio mette in guardia. Bene, Mi auguro possa pesare. Vedremo se troverà seguito. .

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  • Skybolt

    15 Aprile 2020 - 19:21

    Egregio direttore, per rendersi conto del livello di strumentalizzazione politica (la definerei rabbiosa, dalla malattia), vada sul sito di Repubblica e faccia una ricerca avanzata su Repubblica Roma con queste keywords: covid-19 anziani e vede cosa ne esce. Ci sono persino interi quartieri isolati con al centro una RSA in Lazio.... qualcuno ne sussurra? In Toscana uguale e lo stesso in Puglia e Campania. Silenzio. Almeno voi, parlate.

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  • Caronte

    15 Aprile 2020 - 16:29

    La Lombardia (direi la New York d'Italia) registra 0,61% di contagiati in rapporto alla popolazione contro 0,46% dell'Emilia Romagna e 0,75% della Val d'Aosta; consideriamo che il contagio, a detta degli esperti, circolava in Lombardia già da parecchio prima che venisse scoperto e che il 19 febbraio 45.000 bergamaschi hanno viaggiato tutti insieme a Milano per vedere una partita di calcio; la risposta della regione è stata immediata e comunque più pronta di quella dello stato (che ricordo in caso di epidemie dovrebbe assumere il controllo della sanità, l'ha fatto?). La zona rossa a Codogno è stata dichiarata venerdì, lo stato ha mandato i militari a rendere il blocco operante domenica sera (ricordo che la regione non ha potere sulle forze dell'ordine). Nella bergamasca l'ISS e regione Lombardia erano d'accordo sulla creazione della zona rossa, il governo ha anche mandato i militari per effettuarlo ma poi ha cambiato idea. Case di riposo problema nazionale

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