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Una Milano-Sanremo senza la Riviera

Il percorso della Classicissima è stato rivoluzionato. Tredici sindaci del savonese hanno negato il transito della carovana nei loro comuni. Saltano il Turchino e i tre capi. Solo il finale rimarrà uguale con Cipressa e Poggio

28 Luglio 2020 alle 17:59

Una Milano-Sanremo senza la Riviera

Foto LaPresse

Passo del Turchino, Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta hanno tradito la Sanremo, o se non proprio la corsa, quanto meno questa versione estiva della Classicissima. Perché Passo del Turchino, Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta non ci saranno nel percorso della centoundicesima Milano-Sanremo.

 

La scelta di tredici sindaci del Savonese di non concedere il transito della carovana nei loro territori comunali ha imposto la rivoluzione. Anche la corsa che più di ogni altra era stata immune al cambiamento dovrà esplorare il nuovo, l'inconsueto.

 

D'altra parte la Liguria è un imbuto di terra, un reticolo di strade verticali, dove l'orizzontalità est-ovest, o ovest-est, è prerogativa solo della costa. E se la costa si blocca altra alternativa non c'è se non quella di stravolgere tutto, mandare tutto all'aria e inventarsi qualcosa altrove. E questo altrove è prevalentemente piemontese. Si attraverserà Asti e Alba, si sfiorerà Fossano, si proseguirà per Ceva, e da lì si inizierà a salire. Garessio, Ormea e Ponte di Nava, ultimo avamposto piemontese prima della conquista ligure. I 934 metri del colle di Nava saranno il tetto della corsa. Poi discesa e ritorno al mare, al classico, o meglio al contemporaneo. Cipressa e Poggio ci saranno, resistenza della tradizione.

 

La Sanremo sarà diversa. Più o meno bella chissà. Sicuramente un'occasione e una scoperta. E più lunga: 299 chilometri contro i 291 "tradizionali".

 

Tradita, ma non usurpata. Non c'è stata malignità nella scelta dei sindaci, al massimo impotenza nei confronti degli eventi. Ha provato a spiegarlo il presidente Giovanni Toti su Facebook: "Ci dispiace che la Milano-Sanremo debba cambiare tracciato; questa è l’ennesima conseguenza che dobbiamo subire a causa del piano folle sulle nostre autostrade voluto dal Ministero. Capisco le perplessità di alcuni sindaci all’ipotesi di dover chiudere l’8 agosto, per far passare il tracciato, un’arteria fondamentale per la nostra viabilità già profondamente provata".

 

Hanno fatto lo stesso i primi cittadini. "Abbiamo espresso parere negativo sin da subito sia per una motivazione di carattere gestionale relativa alla necessità di tanto personale adibito al controllo dei vari passaggi e della viabilità, sia per quanto riguarda la preoccupazione legata al Covid e quindi al rischio assembramenti", ha detto il sindaco di Loano Luigi Pignocca.

 

Gli organizzatori della Classicissima avevano provato a farlo presente in Svizzera, ad Aigle, sede dell'Union Cycliste Internationale. Ma al di là delle Alpi il mare non c'è, le strade sono grandi e i ponti ci sono tutti. Non hanno capito il problema.

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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