L'assemblea dei Tory

Sunak prova a fare il candidato del cambiamento, ma senza passione incendiaria

Cristina Marconi

Per un premier paracadutato a Downing Street come una sorta di amministratore fallimentare dopo il disastro di Liz Truss, non basta un discorso molto classico e senza grandi idee come quello pronunciato durante la conferenza del partito dei conservatori. La strada per la rielezione è molto difficile

Puoi pure suggerire di essere il vero erede di Maggie Thatcher, ma se l’annuncio più radicale che spari è un innalzamento dell’età minima per comprare sigarette c’è qualcosa che non va. Inoltre, confermare su un palcoscenico fondamentale come la prima conferenza dei Tory da premier la notizia che da giorni sta dominando i giornali e i dibattiti, ossia che la tratta Londra-Manchester non sarà percorribile in poco più di un’ora come promesso da anni, è di certo un passo di dubbia portata politica, ma soprattutto dimostra una goffaggine comunicativa difficile da perdonare. Il rilancio del Nord del paese è una promessa che i conservatori hanno fatto dai tempi di David Cameron (che ha subito affidato a un comunicato il suo scontento) e il simbolismo di un annuncio fatto in una ex stazione vittoriana trasformata in centro congressi è difficile da eludere.

Rishi Sunak, premier in cerca di rielezione, ha senz’altro fatto del suo meglio nel provare a mostrarsi come il candidato del cambiamento: d’altra parte se buona parte degli ultimi 13 anni sono stati gestiti all’insegna di una certa irrazionalità, è chiaro che il diligentissimo “figlio del farmacista”, come ha scelto di definirsi sperando di riecheggiare la “figlia del droghiere” diventata Iron Lady, rappresenta una svolta. Ma per uno che è stato paracadutato a Downing Street un anno fa come una sorta di amministratore fallimentare dopo il disastro breve ma intenso della premiership di Liz Truss, non basta un discorso molto classico come quello pronunciato oggi a chiusura di una conferenza in cui il Partito è apparso come una voliera di personalità in cerca di attenzione e di riabilitazione dopo gli errori fatti nella tremenda stagione della Brexit.

Una voliera che ha dimostrato di essere tutt’altro che compatta dietro Sunak, cosa che rende ancora più debole la sua posizione di partenza alle elezioni dell’anno prossimo. Di passione incendiaria non ce n’è stata, il controllo degli sbarchi rimane un obiettivo da raggiungere, sull’ambiente il passo indietro è noto e gli investimenti annunciati in sostituzione di HS2, l’ormai celebre tratta Birmingham-Manchester dell’alta velocità dai costi superiori ai 100 miliardi di sterline, sembrano poca cosa, anche se ben 36 miliardi risparmiati verranno usati per potenziare le linee ferroviarie e i trasporti esistenti nel Nord e nelle Midlands, ossia le zone peggio servite. Il rilancio del Nord, insomma, andrà avanti, anche se senza un progetto portante e elettoralmente spendibile. Le tasse non verranno tagliate, come invece ha promesso l’ex premier Liz Truss in un discorso che ha avuto il sostegno di un numero vertiginoso di deputati, circa 60, forse dimentichi del fatto che esattamente un anno fa le ricette di Truss hanno portato il paese sull’orlo del baratro. Sunak ha ribadito che invece di toccare le aliquote la cosa migliore è tagliare l’inflazione (aveva provato a dire che era una tassa pure quella ma niente, gli economisti hanno storto il naso), dopodiché ha cercato di fare l’occhiolino ai brexiteers, forte del fatto che ormai il leader laburista Keir Starmer si è esposto e ha detto che vuole riavvicinarsi a Bruxelles.

 

"Dobbiamo continuare a portare avanti il fatto di riprenderci il controllo perché se non lo facciamo i nostri oppositori azzereranno il cambiamento”, ha detto Sunak, spiegando che il suo oppositore pensa solo all’Europa mentre “noi pensiamo al futuro del Regno Unito”. Niente balletti su canzoni pop, niente inni o battute o tentativi di essere brillante. L’unica sorpresa della giornata è stata l’amorevole introduzione fatta dalla first lady Akshata, figlia del sesto uomo più ricco dell’India, il fondatore della compagnia IT Infosys, Narayana Murty. Il tentativo di tracciare un ritratto del Rishi umano e privato ha strappato qualche applauso, anche se aveva il sapore del discorso di una mamma che promette alla maestra che il figlio continuerà a impegnarsi moltissimo e che cerca di renderlo simpatico dicendo che gli piacciono i film romantici e che non basa la sua politica europea su Emily in Paris. Non è emersa un’idea di paese, tutt’altro: l’età per acquistare tabacco salirà di un anno ogni anno e le sigarette elettroniche dovranno essere tenute lontano dai bambini, tutto molto commendevole, ma anche debole. “Smettiamo di tassare e vietare le cose e mettiamoci a produrre e a costruire cose”, ha detto Truss, ormai trasformata in novella Nigel Farage, avversaria rumorosa e forse meno minacciosa delle tante menti lucide che ragionano in silenzio.
 

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