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Le elezioni francesi a metà

Secondo turno in bilico in Francia mentre si attendono misure di isolamento nuove per tutto il paese

16 Marzo 2020 alle 17:44

Le elezioni francesi a metà

Emmanuel Macron al voto nel suo seggio di Le Touquet (foto LaPresse)

Parigi. Ieri pomeriggio, i lungosenna e i parchi di Parigi traboccavano di gente impegnata a fare pic-nic, girovagare in monopattino, giocare alla pétanque e amoreggiare all’aria aperta, come se il coronavirus riguardasse soltanto gli altri paesi del mondo e si fermasse alle frontiere francesi, come se l’invito da parte del primo ministro Édouard Philippe a stare in casa il più possibile e a muoversi solo per impegni inderogabili, al fine di arginare la propagazione del Covid-19, non fosse mai stato lanciato. Le foto dei parigini irresponsabili, come raccontato oggi dal Parisien, hanno intasato dalla mattina alla sera il telefono del presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, lui, quando le ha viste, ha perso la calma, e dopo aver votato al Touquet, il suo comune di residenza, per il primo turno delle elezioni amministrative, ha mandato in esplorazione la moglie, Brigitte, “scioccata” nel vedere così tante persone in giro, menefreghiste e indifferenti agli appelli dell’esecutivo.

 

“È una follia, le persone sono incoscienti! Il presidente pensava che avessero capito. Ci siamo resi conto che non è così”, ha dichiarato un membro dell’entourage di Macron al Parisien. “Abbiamo mandato il presidente a parlare in televisione alle 20 con la massima solennità, tutti i francesi lo hanno ascoltato…ma se ne sono fregati. Così, abbiamo mandato a parlare il primo ministro, che è stato più marziale, ma nemmeno lui è stato preso sul serio. Abbiamo un problema”, ha aggiunto un ministro.

 

Le note arrivate tra le mani dell’inquilino dell’Eliseo, accanto agli appelli della maggioranza del mondo medico-scientifico affinché si annulli il secondo turno delle municipali previsto per il 22 marzo, lasciano immaginare che presto, e forse già stasera, in occasione del secondo discorso alla nazione in diretta tv dopo quello di giovedì, Macron potrebbe annunciare il confinement total, il lockdown anche per la Francia, sulla scia dell’Italia e della Spagna.

 

“Il presidente è preoccupato, ha ricevuto dei rapporti molto allarmistici secondo cui il 60 per cento della popolazione potrebbe essere colpito” dal coronavirus, ha detto al Parisien un insider della macronia. Gli specialisti della gestione di crisi esortano il governo ad accelerare. “Fino a quando non viene detto alle persone che è finita, che non si può più uscire, non funzionerà mai!”, ha tuonato uno di loro. Secondo fonti concordanti citate dal Parisien, il confinamento generalizzato sarà attivo entro metà settimana. “Verrà attuato martedì, o al massimo mercoledì”, ha confermato un fedelissimo del presidente. Diversi ipotesi sono sul tavolo secondo il Parisien: un confinamento rafforzato, con restrizioni per uscire; un confinamento localizzato, che riguarderà soltanto l’Île de France, la regione parigina, e l’Alsazia, i due principali focolai francesi; un coprifuoco ogni sera alle 18.00, anche se dal punto di vista giuridico sembra la strada più complessa da percorrere. L’altra questione che entro domani dovrà essere risolta è la tenuta o meno del secondo turno delle elezioni amministrative.

 

Ieri, il primo turno, caratterizzato da un’astensione record pari al 55,36 per cento, ha lanciato la socialista Anne Hidalgo a gonfie vele verso un secondo mandato a Parigi, ha confermato il gran momento di forma dei Verdi francesi, che potrebbero prendersi Bordeaux, Lione e Strasburgo, ha mostrato che i ministri candidati, nonostante le tensioni degli ultimi tempi, hanno tenuto botta, e che il Rassemblement national di Marine Le Pen non ha più appeal. Ma il dilemma, appunto, è se questo secondo turno ci sarà. Secondo le informazioni del Figaro, pubblicate questo pomeriggio, il premier Philippe avrebbe proposto ai capi dell’opposizione e dei gruppi parlamentari di congelare i risultati del primo turno e di posticipare il secondo il 21 giugno. I social, intanto, pullulano di immagini delle stazioni ferroviarie parigine prese d’assalto dai francesi che vorrebbero isolarsi in campagna, o raggiungere i propri cari in provincia, nella più totale incoscienza, dimenticandosi che così facendo favoriscono la circolazione del virus in tutto il paese, e dunque un peggioramento della situazione. Le poste hanno annunciato di mantenere in funzione soltanto le attività “essenziali”, i tribunali, da oggi, sono chiusi, fatta eccezione per i contenziosi improcrastinabili, e gli spazi verdi della capitale, “nelle prossime ore”, non saranno più accessibili, ha annunciato il comune di Parigi. La Francia, con colpevole ritardo, si prepara al lockdown.

 

Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord, per Roma, quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Nel 2009, decide di andare a Parigi, e di restarvi, dopo aver visto “Baci rubati” di Truffaut. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha scritto un libro, “Macron. La rivoluzione liberale francese”, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, le canzoni di Mina, la cucina emiliana, le estati italiane, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Il suo ultimo libro è 'Brigitte Bardot. Un'estate italiana' (Gog edizioni), con i bozzetti di Milo Manara.

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