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Il voto francese con la pandemia

Affluenza in calo nel primo turno delle amministrative. Hidalgo in testa a Parigi, bene i ministri candidati, boom dei verdi, Villani e Philippot (l'ex superconsigliere della Le Pen) eliminati al primo turno

15 Marzo 2020 alle 22:10

Il voto francese con la pandemia

Foto LaPresse

Parigi. Secondo le prime stime, pubblicate attorno alle 21.15, Anne Hidalgo, sindaca uscente di Parigi in quota socialista, è ampiamente in testa col 30,2 per cento dei suffragi al primo turno delle elezioni amministrative francesi, davanti a Rachida Dati, candidata dei Républicains, col 22, e a Agnès Buzyn, scelta dalla République en marche (Lrem) per sostituire in corsa Benjamin Griveaux, col 17. Cédric Villani, il candidato dissidente che aveva creato la propria lista, “Vivons Paris”, provocando molte turbolenze nella macronia, sarebbe invece eliminato fin dal primo turno, con meno del 7 per cento dei suffragi (la soglia di sbarramento per qualificarsi al secondo è a 10).

 

A Lione, fortino dell’ex ministro dell’Interno di Macron Gérard Collomb, il candidato degli ecologisti di Eelv Grégory Doucet ha creato la sorpresa, attestandosi in prima posizione col 29 per cento dei voti, davanti al candidato gollista Étienne Blanc e a quello macronista, Yann Cucherat. I verdi francesi sono in testa anche a Strasburgo e Bordeaux, con Jeanne Barseghian e Pierre Hurmic, a conferma del trend positivo iniziato con le elezioni europee, dove Yannick Jadot ha registrato uno storico 13,47 per cento.

 

I candidati del governo e della maggioranza macronista hanno registrato dei buoni risultati. Nel comune di Le Havre, il premier Édouard Philippe ha raccolto il 43,7 per cento dei voti e ha quasi dieci punti di distacco dal suo principale rivale, il comunista Jean-Paul Lecoq. Gérald Darmanin, ministro dell’Azione e dei Conti pubblici, ha ottenuto la maggioranza fin dal primo turno a Tourcoing, il suo feudo nel dipartimento del Nord, così come Franck Riester, eletto a Coulommiers con quasi il 60 per cento dei suffragi.

 

François Bayrou, principale alleato della République en marche al governo con il suo MoDem, è in ottima posizione per continuare a governare il comune di Pau, primo col 46,2 dei voti, ossia il doppio della lista socialista-comunista che vorrebbe scalzarlo dal suo regno. Per la destra sovranista, Steeve Briois, fedelissimo di Marine Le Pen, e tra i primi sindaci frontisti a essere promossi nel 2014, è stato rieletto al primo turno a Henin-Beaumont, città-vetrina del nuovo corso del partito sovranista. Come lui, anche l’ex responsabile della campagna presidenziale della Le Pen, David Rachline, nel comune di Fréjus (per chi non se lo ricordasse, è quello che accusava i “sionisti” di ogni male del mondo).

 

L’ex compagno della presidente del Rassemblement national, Louis Aliot, è in testa ai sondaggi a Perpignan, con il 33-36,5 per cento dei suffragi, il doppio del sindaco uscente, il gollista Jean-Marc Pujol. Ma spicca, a destra, il risultato clamoroso (in negativo) di Florian Philippot, l’ex superconsigliere di Marine Le Pen, l’artefice della “dédiabolisation”. Philippot, infatti, è stato eliminato fin dal primo turno a Forbach (ha racimolato appena il 9,7).

 

L’emergenza coronavirus, com’era prevedibile, si è fatta sentire pesantemente sull’affluenza alle urne. Secondo le stime dei principali istituti sondaggistici, il tasso di astensione si eleva al 54,5 per cento: un record nella storia della Quinta Repubblica, che supera di quasi venti punti il precedente (36,45 per cento, nel 2014).

 

Nel pomeriggio, la ministra della Giustizia, Nicole Belloubet, ha annunciato che a partire da domani i tribunali resteranno chiusi, fatta eccezione per i “contenziosi essenziali”. Il ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer, dal canto suo, ha confermato quanto era già stato evocato nei giorni scorsi: gli esami e i concorsi di ammissione alle grandes écoles previsti fino al 5 aprile verranno posticipati. Lo stesso, in una dichiarazione che ha fatto molto discutere e che ha ricordato quanto affermato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel pochi giorni fa rispetto alla situazione della Germania, ha detto che “probabilmente” il coronavirus colpirà più della metà della popolazione.

 

La Francia, per voce del capo del governo, Édouard Philippe, ha annunciato sabato sera la chiusura dei bar, dei ristoranti e di tutti i negozi “non essenziali”, lasciando aperti i negozi di alimentari, le farmacie, le banche, i tabaccai e i distributori di benzina. Gli annunci hanno segnato il passaggio alla fase 3 dell’epidemia, nella speranza di frenare il contagio. Sabato pomeriggio, come riferito dal suo gabinetto, anche la segretaria di stato alla Transizione ecologica e solidale Brune Poirson è risultata positiva al coronavirus. È il secondo ministro del governo francese a essere stato contaminato dal Covid-19, dopo Franck Riester, titolare della Cultura. Secondo quanto spiegato dal Figaro, se la dinamica della propagazione del virus in Francia non verrà spezzata attraverso un rispetto rigoroso delle misure di quarantena, fra tre giorni saranno 9mila i casi positivi, fra nove saranno già 36mila, e fra due settimane addirittura 144mila.

 

  

Ieri sera, un gruppo di medici ha pubblicato un appello rivolto al presidente della Repubblica affinché decidesse di posticipare le elezioni alla luce della situazione di emergenza. Per il primo turno, era ormai troppo tardi tornare sui propri passi, e optare per un rinvio. Ma la tenuta del secondo turno, previsto domenica prossima, è tutt’altro che scontata. Il Collectif inter-hopitaux, associazione che riunisce medici e infermieri francesi ha scritto sul suo account Twitter che la situazione potrebbe essere talmente catastrofica che il secondo turno dovrà per forza essere annullato. Un eventuale rinvio del secondo turno, come spiegato dal Monde, renderebbe nullo il primo, costringendo i francesi a rivotare per entrambi.

 

Yannick Jadot, eurodeputato di Eelv, Marine Le Pen, leader del Rassemblement national, e Jean-Luc Mélenchon, guida della France inoumise, hanno chiesto a gran voce il rinvio del secondo turno. Il ministro della Salute, Olivier Véran, ha dichiarato che martedì consulterà alcuni esperti del mondo scientifico in merito ai rischi di andare a votare domenica. Domani sera, all’Eliseo, ci sarà un nuovo consiglio di difesa dopo quello di giovedì, che aveva anticipato il discorso alla nazione di Macron. La situazione non è mai stata così incerta e le possibilità di un annullamento causa coronavirus sono alte. 

Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord, per Roma, quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Nel 2009, decide di andare a Parigi, e di restarvi, dopo aver visto “Baci rubati” di Truffaut. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha scritto un libro, “Macron. La rivoluzione liberale francese”, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, le canzoni di Mina, la cucina emiliana, le estati italiane, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Il suo ultimo libro è 'Brigitte Bardot. Un'estate italiana' (Gog edizioni), con i bozzetti di Milo Manara.

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Commenti all'articolo

  • Skybolt

    15 Marzo 2020 - 22:49

    Buoni risultati di Macron? Ma non scherziamo. A Parigi, Lione e Strasburgo manco al ballottaggio. E ora cosa si fa al secondo turno? Se non lo si fa si annullano le elezioni? Oppure si dice: abbiamo scherzato, va bene così? Una debacle totale della macronia.

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