Imperdonabile Turingia

Paola Peduzzi

Si dimette Kemmerich, eletto con i voti dell’AfD. Ma c’è uno strappo più profondo

Milano. “Imperdonabile”, quel che è successo in Turingia è imperdonabile, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel. E subito dopo sono arrivate le dimissioni del neonominato governatore della Turingia, il liberale Thomas Kemmerich, premessa per la ripetizione delle elezioni nel Land tedesco (si era votato a ottobre). Due giorni fa, Kemmerich è stato votato al Parlamento della regione dai liberali, dalla Cdu merkeliana e dalla destra estrema dell’AfD – e questa alleanza è “imperdonabile”. La Merkel ha detto: “È stato un giorno brutto per la democrazia, un giorno che ha spezzato la lunga e fiera tradizione dei valori della Cdu. Questa cosa non è in alcun modo in linea con quel che la Cdu pensa, né con quel che abbiamo fatto durante tutta l’esistenza del nostro partito”. Le dimissioni immediate di Kemmerich hanno riparato lo strappo più evidente, ma le ripercussioni di questa vicenda – Kemmerich ha battuto di un solo voto Bodo Ramelow, esponente della Linke che governava dal 2014: l’AfD è stata decisiva – si sono sentite a Berlino e a Bruxelles.

 

  

Il cordone sanitario che è stato creato dalle forze liberali attorno alle destre estreme è crollato in un attimo, ed è crollato in Germania, il centro della resistenza liberale in occidente, il regno della Merkel. La Cdu era stata da sempre chiara: non si fanno alleanze con l’AfD, per nessuna ragione. Annegret Kramp-Karrenbauer, erede della Merkel e ora ministro della Difesa, ha fatto una reprimenda tardiva alla Cdu della Turingia, e il segretario generale del partito, Paul Ziemiak, ha accusato la sezione regionale di aver “incendiato l’intero paese”. Mentre la distanza tra il centrodestra e la destra estrema pareva piccolissima, alcuni manifestanti sono andati sotto alla sede dei liberali dell’Fdp protestando contro la decisione del partito di “andare a letto con i nazisti”. Il leader dell’Fdp, Christian Lindner, è arrivato ieri mattina nel capoluogo della regione, Erfurt, per incontrare Kemmerich ed è stato accolto da un’altra folla che alzava cartelli con scritto: “I fascisti non sono mai dei partner”. Novant’anni fa questa settimana, i nazionalsocialisti prendevano per la prima volta il potere in Turingia: la prima breccia nella Repubblica di Weimar. E circolano immagini di quel giorno appaiate a quella che ritrae Kemmerich mentre stringe la mano al leader dell’AfD in Turingia, Björn Höcke: anche lo sconfitto Ramelow ha tuittato le due foto con una citazione di Hitler che celebrava “il successo più grande ottenuto in Turingia”.

    

È stato Höcke stesso, che rappresenta l’AfD più estrema ed è celebre perché ha definito il memoriale dell’Olocausto a Berlino “il monumento della vergogna”, ad aver offerto il proprio appoggio a Kemmerich, come dimostra una lettera che circola dal novembre scorso, ma che era stata finora ignorata, perché pareva impossibile che la proposta potesse essere accolta. Kemmerich ripete che non c’è stato alcun accordo, che l’unico negoziato che aveva portato avanti era con la Cdu ma molti, anche per levarsi la responsabilità di dosso, vogliono credere che Kemmerich abbia dato seguito alla proposta di Höcke, che gli dava sostegno anche per un suo governo tecnico di minoranza.

  

La vicenda della Turingia ha creato grande indignazione anche nell’Spd, che sta al governo federale in coalizione con la Cdu: molti hanno mostrato pubblicamente la loro indignazione, ma la leadership del partito, Norbert Walter-Borjans e Saskia Esken, che pure era stata eletta con un programma di disfacimento della grande coalizione, è rimasta cauta, per quanto imbarazzata: la convivenza è scomoda, ma l’opposizione lo è ancora di più. In Europa, l’imbarazzo è esploso non tanto dalle parti della Cdu – il Partito popolare europeo si tormenta su questo cordone sanitario ogni giorno – quanto da quelle dei liberali: c’è il precedente di Ciudadanos, il partito spagnolo che appartiene a Renew Europe (l’alleanza europeista voluta da Emmanuel Macron) e che ha deciso di governare in Andalusia assieme ai popolari e Vox, partito di estrema destra. Il capogruppo di Renew al Parlamento europeo, Dacian Ciolos, ha detto che le tattiche dell’Fdp tedesca “sono totalmente inaccettabili”, “abbiamo dei valori, mi auguro che a livello locale i liberali li rispettino”. Molti hanno chiesto a Ciolos di espellere l’Fdp, l’ex leader dei liberali Guy Verhofstadt ha tuittato le foto gemelle della Turingia oggi e di quella del 1930, ma le dimissioni di Kemmerich dovrebbero servire per placare la polemica. Anche qui: il rattoppo serve per quest’ultimo strappo, ma la distanza tra forze liberali e destra estrema si sta riducendo.

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  • Paola Peduzzi
  • Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi