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L’Unione europea rimane senza voce dopo la morte di Qassem Suleimani

Ognuno degli (ormai) 27 paesi dell'Ue ha le sue ragioni per non condannare l'Iran e usa parole ricorrenti: moderazione e de-escalation

4 Gennaio 2020 alle 06:00

L’Unione europea rimane senza voce dopo la morte di Qassem Suleimani

(foto LaPresse)

Roma. Ieri è arrivato un comunicato senza voce, vago, in cui il presidente del consiglio europeo, Charles Michel non ha nominato né gli Stati Uniti né l’Iran. La mattina dopo la morte del generale iraniano Qassem Suleimani in Iraq, ucciso durante un raid americano, l’Unione europea è rimasta immobile e si è affidata a qualche voce, a qualche sussurro, che non si è distanziato troppo dall’atteggiamento cauto e amichevole che l’Unione ha mantenuto finora nei confronti di Teheran. Nel suo...

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Micol Flammini

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    08 Gennaio 2020 - 12:59

    Un tempo sul far dell'alba il gallo caporione si svegliava e si metteva a chicchiricare come un matto e svegliava tutti,ora è stato retrocesso a pari tra i pari e tutto il gallinaro ( anche le galline hanno conquistato la parità coi galli) unisono si mette a cantà. In Europa sono stati istituiti gallinari vari ,incominciando dal parlamento indove fanno massa e poi il Consiglio eccetera indove la ora la presidenta leva chiccchirichì che levate.

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