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Così i liberal hanno trasformato i reazionari in un nuovo mainstream

Andrew Sullivan sul conflitto ideologico: “Sta diventando sempre più difficile distinguere conservatori e reazionari. Le élite hanno le loro colpe”

9 Settembre 2019 alle 12:57

Così i liberal hanno trasformato i reazionari in un nuovo mainstream

Il presidente americano Donald Trump aggiorna la stampa sugli effetti dell'uragano Dorian (foto LaPresse)

"Il primo anno della presidenza Trump ho avuto una cena piacevole con Michael Anton, un brillante seguace di Leo Strauss che ha lavorato al Consiglio nazionale della sicurezza di Trump per un periodo”, racconta Andrew Sullivan sul New York Magazine. “Abbiamo parlato del pensiero reazionario, una corrente del movimento conservatore che può diventare rivoluzionaria nella sua ostilità alla modernità, ma il mio interlocutore è andato oltre questo argomento. Anton è disprezzato dagli intellettuali – un editorialista del Washington Post ha scritto l’anno scorso che ‘non c’è motivo di ascoltarlo’ – in parte perché è un reazionario con una grande testa. E questo è il motivo per cui lo ascolto attentamente. Mi ricorda perché sono un conservatore, perché la differenza tra un conservatore e un reazionario è particolarmente importante in questo momento, e come la sinistra sta diventando l’alleato più importante dei reazionari. Un conservatore che diventa fissato con il tentativo della sinistra contemporanea di trasformare la società tradizionale può decidere che in questa guerra non si può restare passivi o neutrali, e non c’è alcuno spazio per un compromesso. Non è sufficiente resistere, rallentare, mettere in dubbio o perfino sbeffeggiare le ricette della sinistra; è necessario che queste vengano aggredite – e con forza. Se la sinistra sta portando avanti un progetto di ingegneria sociale, la destra dovrebbe fare lo stesso: abbandonare la moderazione liberal-democratica e unirsi alla mischia. Confesso di essere tentato da tutto ciò, a maggior ragione dato che la sinistra sembra aver deciso che le forze che hanno portato all’elezione di Trump non rappresentano l’aberrazione ma l’essenza dell’America, che non è cambiata dai tempi della schiavitù. Vedere che questa versione della sinistra ha catturato il mondo accademico e mediatico, potrebbe fare diventare reazionario quasi chiunque non sia d’accordo con questo progetto radicale. Questo è il motivo per cui Anton ha sostenuto Trump, considerandolo un’arma a difesa dei valori occidentali – anche se, a mio giudizio, lui è un nemico di quei princìpi”.

 

Sullivan dice di avere votato Hillary Clinton nel 2016, malgrado i dubbi sulla sua personalità, perché pensava non potesse essere peggio di Donald Trump. “Questa è una delle linee di faglia della destra: la divisione tra coloro che vedono i cambiamenti demografici degli ultimi decenni come un fenomeno da ribaltare, e coloro che cercano di conviverci pur moderandone gli eccessi e gestendone le conseguenze inattese. Anton è un reazionario, io sono un conservatore. Sono più anziano di lui, mi sento a mio agio nel mondo multiculturale e ho accolto con piacere molti dei cambiamenti degli ultimi anni: il trionfo delle donne nell’istruzione e sul posto di lavoro, l’integrazione dei gay e delle lesbiche, la nascita di una middle class nera di successo, la fine della repressione sessuale, l’interdipendenza tra le democrazie occidentali, la lotta contro le molestie sessuali da parte degli uomini”.

 

Secondo Sullivan i conservatori non sono pregiudizialmente contrari all’innovazione ma “si domandano se il cambiamento può essere integrato in una nuova struttura sociale, per non perdere la coesione nazionale. Un’altra domanda è se il cambiamento viene imposto dall’alto come un diktat ideologico o se emerge spontaneamente dal basso. Questo è il motivo per cui i conservatori sono a favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e i reazionari sono contrari; perché i conservatori sostengono la parità di opportunità per le donne e i reazionari la temono; perché i conservatori ci pensano due volte prima di lasciare l’Unione europea, che è stata integrata nello stile di vita dei britannici negli ultimi decenni, mentre i reazionari sperano che il Regno Unito esca il prima possibile… Ma c’è un momento in cui conservatori e reazionari si trovano d’accordo, ed è quando il cambiamento drastico e ideologico viene imposto da un’élite senza applicare alcun limite. Non è sempre facile da distinguere rispetto al cambiamento organico, ma c’è una differenza. Sull’immigrazione, ad esempio, la trasformazione demografica degli Stati Uniti è stata troppo rapida, rivoluzionaria e indifferente alla natura umana e alla storia? Oppure è stata semplicemente il picco di una lunga storia di onde di immigrazione che hanno creato un paese che assomiglia a un caleidoscopio? Se rispondi ‘sì’ alla prima domanda, sei un reazionario. Se rispondi ‘sì’ alla seconda sei un liberal. Se rispondi ‘sì’ a entrambe, sei un conservatore… Quali sono ‘i limiti naturali e permanenti’ alla trasformazione? Eccone un paio: il tribalismo dell’umanità e le differenze naturali tra uomini e donne. Puoi reprimere questi istinti basilari della naturale umana, puoi creare una struttura in cui le donne hanno le stesse opportunità, ma non potrai mai eliminare queste realtà così radicate. La sinistra ha ragione a dire che gli americani sono razzisti e sessisti, ma lo sono tutti gli uomini. La domanda è se l’America è riuscita a contenere e disincentivare questi tratti istintivi. Io direi che, in confronto agli standard della storia contemporanea, l’America è un miracolo di armonia multiculturale e multirazziale”.

 

“Il criterio dovrebbe essere fare ciò che è possibile nella natura umana, non la perfezione”, conclude Sullivan. “Il tentativo di eliminare anziché migliorare queste cose richiede un intervento straordinario nella vita delle persone, e genera delle ricadute intense. Anton dice che se decidi di cambiare la composizione etnica di un paese susciterai una reazione da parte della maggioranza etnica precedente. Il cambiamento graduale all’interno delle strutture esistenti crea i conservatori, disposti a difendere delle riforme liberal moderate. Il cambiamento radicale e senza regole genera resistenza e crea i reazionari. La sinistra deve prendere una decisione: spingere i conservatori nello schieramento reazionario di Anton o fare il contrario? E dovrebbe iniziare a pensare alle proprie responsabilità per avere trasformato il pensiero reazionario in un’ideologia mainstream”. 

 

*Quest'articolo è stato pubblicato sul New York Magazine il 16 agosto

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    09 Settembre 2019 - 17:05

    Io credo che per dirimere tanti conflitti ideologici che si accaniscono con un tedioso stucchevole dibattito su il ruolo del maschio e della femmina in questa valle di lacrime sia uno sballo all'indietro nella evoluzione della specie umana per un ritorno alla matrice originaria costituita dall'ermafrodito ,insomma nel self-sesso così da risolvere definitivamente il rovello tra etero e omo problema parzialmente risolto nel bisessualismo che molto praticato nell' occidente antico apertamente a Roma e Grecia ed oggi un pò mascherato ma sempre in gran voga. Per fortuna nei paesi progrediti c'è sempre più l'avanzata del gayismo che consente a molte coppie dello stesso sesso di vivere una vita di coppia felice o non come nelle coppie etero.Viva l'ambaradam sessuale .

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  • stearm

    09 Settembre 2019 - 16:04

    Va bè, naturalmente è sempre colpa di qualcun'altro, rappresentato naturalmente come una caricatura. Ci sono molti liberal critici degli eccessi della propria parte e ci sono molti conservatori critici degli eccessi reazionari. Ecco magari leggiamo loro, invece di gettare tutto in un calderone, come fa, spero incosciamente, Andrew Sullivan.

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