Joe Biden, Bernie Sanders e Elizabeth Warren (foto LaPresse)
Sono rimasti in tre (forse)
Il dibattito dei dem americani ha poche sorprese e un’assenza significativa
Onore delle armi a Kamala Harris, unica nel dibattito tra candidati democratici alla presidenza americana a criticare il rivale vero: Donald Trump. La migliore battuta è stata quella sul mago di Oz: sulla politica estera e del commercio, il presidente sembra il protagonista del mago di Oz, “sposti la tenda e ti ritrovi uno small dude”. Come a dire: tanta attesa e poi che delusione, pure se le attese rispetto a Trump non è che siano mai state alte, ma quel “small dude” è rimasto come un ritornello, ed è facile che il presidente risponda presto all’offesa. Rispetto a certi commenti, si sa, è molto permaloso. Onore delle armi, dicevamo, non perché la Harris sia fuori dalla corsa, ma sulla scorta di sondaggi naturalmente prematuri, la sfida affollata si sta riducendo a una contesa a tre: Joe Biden, Bernie Sanders e Elizabeth Warren. Il primo, ex vicepresidente di Obama, tiene ma non spicca il volo; il secondo, vincitore morale delle primarie del 2016, pare divorato dalla necessità di rivalsa; la terza è in ascesa, sembra la più convincente e, con il recente endorsement a una candidata texana legata ai Justice Democrats, il vivaio da cui è emersa la star dei democratici al Congresso Ocasio-Cortez, la Warren sembra anche volersi avvicinare a questo ambiente più radicale, più giovane, contrario al compromesso.
La Warren cerca un posizionamento tra Biden e Sanders, e si muove tra centrismo e cosiddetto “radicalismo” con sapienza. Nel dibattito si è discusso di molte politiche, in particolare della riforma sanitaria visto che è sempre questo il tema in cima alle preoccupazioni degli elettori, ma come ha notato Politico una parola non è mai stata pronunciata: impeachment. E questa notazione spiega molte cose: negli ultimi giorni uno dei video più condivisi è stato quello di Ocasio-Cortez che dice di voler chiedere un voto sull’impeachment di Trump al Congresso. La deputata sa che lo perderebbe ma vuole che resti nella storia e nella coscienza dei repubblicani il voto a favore del loro presidente. Per allungare la lista delle rimostranze al Partito repubblicano, insomma. Poi durante il dibattito dei democratici, nessuno cita l’impeachment, mai. E non è un dettaglio, ma un esempio delle fratture ideologiche e tattiche del Partito democratico, alla vigilia delle primarie, il più grande spettacolo di cannibalismo della democrazia americana.
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