cerca

Perché i brexiteers studiano la storia?

Hanno il culto della sovranità parlamentare e dell’Impero. Molti dei più autorevoli sostenitori e avversari della Brexit lo sono per via dei loro studi universitari

2 Settembre 2019 alle 10:38

Perché i brexiteers studiano la storia?

Il premier inglese Boris Johnson (foto LaPresse)

"Cosa hanno in comune Boris Johnson, Jacob Rees-Mogg e Dominic Cummings?”, si domanda Greg Hall sullo Spectator: “Sono tutti Brexiteers, ovviamente. Ma non è molto risaputo che hanno tutti studiato Storia o altre materie classiche all’università. Aggiungi a questa lista anche John Redwood, Bill Cash, Daniel Hannan, Owen Paterson e Douglas Carswell – alcuni tra i più importanti parlamentari euroscettici degli ultimi trent’anni. Anche due dei cosiddetti Bad Boys of Brexit, Arron Banks e Nigel Farage, si sono autoproclamati esperti di storia. Dopo aver sostenuto che l’antica Roma è stata distrutta dall’immigrazione, Banks è stato smentito dalla classicista Mary Beard, alla quale ha risposto: ‘Io ho studiato a lungo l’antica Roma – non hai un monopolio sulla Storia!’ Nigel Farage si reca regolarmente a visitare i campi di battaglia e i cimiteri di tutta Europa. Perché questo è importante? La sinistra liberal ha sottolineato il legame tra la Brexit e la nostalgia, che sia il ritorno al passato imperiale o la restaurazione della sovranità parlamentare... Gli strateghi del Vote Leave hanno deciso che lo slogan Take Back Control fosse il più efficace, anche se continua a esprimere la dottrina di cui gli History Boys si fanno portatori: la sovranità parlamentare. Al contrario, i principali avversari della Brexit come Ken Clarke, Keir Starmer, Tony Blair, Chuka Umunna, Anna Soubry e Matthew Parris hanno studiato Legge all’università. Anche loro hanno evocato la dottrina della sovranità parlamentare, ma solo in seguito al risultato del referendum e per ammorbidire il processo di uscita dall’Unione europea. Harold Wilson e Ted Heath, i primi ministri che hanno fatto entrare la Gran Bretagna nella Comunità europea, hanno studiato filosofia, politica ed economia (il corso si chiama Ppe, ndt). Michael Heseltine, David Cameron, Peter Mandelson, i fratelli Miliband, Yvette Cooper e Will Straw, il direttore della campagna Britain Stronger in Europe, hanno studiato lo stesso corso. Questo indica un complotto? No. Ma è un tema interessante. La vecchia classe dirigente – politici come Herbert Asquith, Harold Macmillan e Boris Johnson – hanno studiato materie classiche. La nuova classe dirigente, gli ‘esperti’, hanno studiato discipline pratiche come Legge e Ppe. Se un tempo i nostri governanti erano immersi nel passato, oggi sono immersi nella tecnocrazia… Non sembra irragionevole presumere che molti dei più autorevoli sostenitori e avversari della Brexit lo siano per via dei loro studi universitari”. Se hai studiato dei corsi di Legge europea o Economia politica internazionale, anziché la Rivoluzione gloriosa, non è sorprendente che darai priorità al globale sul nazionale, al presente sul passato…”. “La Brexit è una guerra appena iniziata e forse verrà risolta in un campus universitario – conclude lo Spectator – Dimenticatevi i Bad Boys of Brexit: il 23 giugno 2016 è stato opera degli History Boys, e il suo destino verrà deciso a seconda del gruppo di laureati che avrà il potere”. 

 

*Questo articolo è stato pubblicato su Spectator l'11 agosto

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi