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Un nuovo corteggiamento ai Cinque stelle

I liberali europei riaprono i contatti, a una condizione: salta l’alleanza con la Lega

20 Luglio 2019 alle 06:00

Un nuovo corteggiamento ai Cinque stelle

Foto LaPresse

Una parte del nuovo gruppo dei liberali al Parlamento europeo, Renew Europe, sarebbe pronta ad aprire le porte ai deputati del Movimento 5 Stelle. L’eventuale patto dei più europeisti nell’Ue con i nazional-populisti pentastellati non è previsto per domani, ma i liberali stanno guardandosi attorno per compensare la perdita di seggi dopo la Brexit. I macroniani pongono una condizione: l’alleanza con la Lega di Matteo Salvini deve cadere. Per il momento non ci sono negoziati formali. Un portavoce di Renew Europe ha spiegato che “non c’è nessuna discussione” perché “il progetto europeo è al cuore del gruppo” e “non è il caso con il M5s”. Ma alcuni tra i liberali sono tentati, in particolare dopo il voto di questa settimana a favore di Ursula von der Leyen. I contatti sono dunque ripresi. Chi li orchestra rischia di cadere nella stessa trappola del 2017, quando il M5s cercò di entrare nel vecchio gruppo dell’Alde, salvo essere fermato all’ultimo da una rivolta interna dei liberali contro il loro presidente Guy Verhofstadt.

 

L’interesse di alcuni gruppi per il M5s – se cade la pregiudiziale Salvini anche i Verdi e i comunisti della Gue potrebbero fare delle offerte – deriva da un equivoco. Il M5s all’Europarlamento è considerato un movimento “di sinistra” stile Podemos e non una formazione antisistema. Visti da Bruxelles e Strasburgo, dove l’estrema destra è sempre considerata il pericolo assoluto, i grillini appaiono meno pericolosi. L’ambiguità e i continui cambi di rotta aiutano a confondere le acque, così come il fatto che alcuni eurodeputati M5s hanno posizioni più moderate della leadership italiana. Eppure sostenere gilet gialli e von der Leyen allo stesso tempo non è possibile. Difendere la politica dei porti chiusi e chiedere la ridistribuzione dei rifugiati è contraddittorio. Avere come faro la Russia di Putin, la Cina di Xi e il Venezuela di Maduro è incompatibile con la sovranità europea. Forse alcuni macroniani sperano di attrarre il M5s per dare una spallata a Salvini, con il rischio che europeizzare Di Maio non sia proprio possibile.

Redazione

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