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Con un tweet, il presidente americano riconosce la sovranità di Israele sul Golan

Daniele Raineri

La dichiarazione del presidente americano non modifica il quadro militare e di sicurezza. Modifica il quadro politico

New York. Con uno di quei tweet che fanno alzare il livello di allerta nelle basi americane sparse per il mondo, giovedì il presidente americano Donald Trump ha scritto che “dopo 52 anni è tempo che gli Stati Uniti riconoscano la piena sovranità di Israele sulle alture del Golan, che sono di importanza strategica per la sicurezza dello stato di Israele e per la stabilità della regione”. Le alture del Golan occidentale furono conquistate da Israele durante la guerra del 1967 contro la Siria e furono annesse qualche anno dopo. Sono senz’altro strategiche, perché rappresentano una posizione sopraelevata e privilegiata in caso di combattimenti e sono sempre più importanti adesso che la Siria è diventata vassalla dell’esercito iraniano e del gruppo libanese Hezbollah, che sono nemici acerrimi di Israele (lo era già vassalla, ma dopo l’aiuto ricevuto durante la guerra civile è diventata totalmente dipendente, è una piattaforma militare per le operazioni iraniane). Se Israele non occupasse militarmente le alture del Golan, i suoi nemici potrebbero affacciarsi da esse e guardare il territorio israeliano dall’alto verso il basso.

  

 

Di fatto, Israele esercitava già la sua piena sovranità sulle alture del Golan e la dichiarazione di Trump non modifica il quadro militare e di sicurezza. Modifica il quadro politico. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, da tempo faceva pressione sull’Amministrazione perché facesse questo passo e la settimana prossima potrà ringraziare di persona Trump durante la visita ufficiale a Washington prevista per lunedì e martedì. “Non c’è miglior amico di Trump”, ha detto ieri. Il riconoscimento americano della sovranità israeliana sul Golan aiuterà Netanyahu alle elezioni del 7 aprile, come del resto lo aiuta già in generale il sostegno offerto da Trump – con cui una gran parte dell’elettorato israeliano è in sintonia. Il presidente americano ha spostato la sede dell’ambasciata americana a Gerusalemme, riconoscendola anche di fatto come capitale dello stato di Israele, e ha tagliato i fondi americani per l’Autorità nazionale palestinese. Adesso il riconoscimento della sovranità israeliana sul Golan farà molto arrabbiare il cosiddetto “asse della Resistenza” formato da Iran, Hezbollah e Siria – che però già considerano, specie i primi due, la guerra per cancellare Israele come un dovere esistenziale. Un problema legato al tweet di Trump è semmai che l’America è nel mezzo di un grande ritiro dal medio oriente e dalla Siria, quindi arriva in un momento in cui gli americani stanno di fatto lasciando più scoperto Israele, perché ritirano i soldati americani dalla Siria orientale.

  • Daniele Raineri
  • Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione. Segui la pagina Facebook (https://www.facebook.com/news.danieleraineri/)