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Se quella mammola liberal di Cheney critica le mosse di Trump

Crisi con gli alleati Nato, non ascolta l’intelligence, decide al telefono. L’ex vicepresidente e falco di Bush smonta la politica estera del presidente in un incontro a porte chiuse

14 Marzo 2019 alle 06:00

Se quella mammola liberal di Cheney critica le mosse di Trump

Dick Cheney (foto LaPresse)

New York. Si dice che ogni decisione del presidente americano, Donald Trump, abbia come scopo anche quello di “owning the libs”, provocare sgomento e infliggere nuovi stupori addolorati nei democratici – i suoi avversari politici. Ma anche dalle parti dei repubblicani c’è parecchio scetticismo, in particolare per quel che riguarda le decisioni in politica estera – che vanno dai negoziati con i talebani in Afghanistan alla posizione sulla Siria al negoziato fallito con la Corea del nord.   Sabato c’è...

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Daniele Raineri

Daniele Raineri

Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Ora scrivo da New York. Sono stato inviato al Cairo per seguire il Medio Oriente da vicino. Ho lavorato in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Siria. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione.

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