Siamo vigili. Nancy Pelosi ci rassicura su Nato e controllo democratico (e cita Reagan)

Vincenzo Pascale

La speaker del Congresso americano ci parla di priorità, di alleanze “indissolubili”, di Russia e di muri

New York. Nancy Pelosi, speaker democratica del Congresso americano, è uno dei volti più noti della politica statunitense e in questo 2019 si è fatta particolarmente notare – dopo che i nuovi deputati eletti alle elezioni di metà mandato del novembre del 2018 avevano messo in dubbio la sua leadership – nel suo confronto diretto con il presidente, Donald Trump. La Pelosi ha acconsentito a rilasciare un’intervista, che si è svolta per email.

    

Ora che i democratici hanno riconquistato il Congresso, qual è secondo lei la priorità? E su quali priorità dovrà concentrarsi il Partito da qui alle prossime elezioni?

Nancy Pelosi (NP): Gli elettori americani hanno scelto un Congresso che porterà loro dei risultati. La nuova maggioranza democratica è già al lavoro per portare avanti la nostra agenda politica, che è coraggiosa e guarda al futuro: abbassare il costo dell’assistenza sanitaria e il costo delle prescrizioni mediche; aumentare i salari attraverso la ricostruzione di una America con infrastrutture nuove ed ecologiche e la restaurazione dell’integrità dello stato. In questo modo gli elettori possono avere fiducia nel lavoro dello stato, che è fatto in nome dell’interesse pubblico e non di interessi specifici.

    

Che cosa significa, per lei, l’impegno politico?

NP: Quando ero piccola, mio padre era il sindaco di Baltimora (Maryland). Mio padre e mia madre mi insegnarono che il “pubblico servizio” è una nobile vocazione e che tutti noi avevamo la responsabilità di aiutare chi aveva bisogno di aiuto. Entrai in politica ispirandomi a quella responsabilità. In particolare: un bambino su quattro in America vive in povertà. Ecco: ogni cosa che ho fatto al Congresso è stata fatta per rendere un servizio ai bambini americani.

   

Come spiegherebbe all’elettorato europeo e italiano l’elezione di Trump? E’ un segno del fallimento di entrambi i partiti (repubblicano e democratico) oppure è qualcosa di nuovo che sta emergendo nella vita politica americana? E quale sarà l’eredità politica della presidenza Trump?

NP: Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito all’esplosione di energia civica e attivismo. In particolare i giovani hanno marciato e si sono mobilitati per un cambiamento. Stanno facendo sentire la loro voce e chiedono un cambiamento: questa richiesta è una benedizione e un rafforzamento della nostra democrazia.

   

Il Parlamento è spesso rappresentato come un ambiente diviso. Riflette una nazione divisa lungo linee razziali ed economiche? E’ possibile una politica bipartisan per sanare questo difficile momento della vita politica americana? Se sì, su quali istanze politiche ci potrebbe essere una cooperazione bipartisan?

NP: Il nostro governo ha la responsabilità di unirsi per rispondere ai bisogni del popolo americano. Nel discorso sullo stato dell’Unione, il presidente Trump ha discusso di priorità politiche condivise: abbassare il prezzo delle prescrizioni mediche e ricostruire le infrastrutture americane. Noi invitiamo il presidente e i repubblicani al Congresso a sedersi al tavolo e lavorare con noi per portare avanti queste priorità del popolo americano.

    

Alcuni deputati neoeletti, Ilhan Omar e Rashida Tlaib per esempio, hanno rilasciato dichiarazioni che hanno causato attriti nello stesso Partito democratico (questa intervista si è svolta prima dell’ultima crisi sull’antisemitismo, che si discute in queste ore al Congresso, ndr). Esiste il rischio che il Partito democratico possa alienarsi l’elettorato democratico moderato e il voto ebraico? Il Partito come si prepara a fronteggiare questa eventualità?

NP:  Il gruppo parlamentare democratico è molto orgoglioso di essere tra i più eterogenei della storia del Congresso americano. In questo riflette pienamente la magnifica diversity del popolo americano che abbiamo il privilegio di rappresentare. Ospitiamo opinioni differenti, prospettive ed esperienze differenti, ma ci riuniamo per onorare i nostri valori e portare risultati agli americani. Come dico sempre: la diversity è la nostra forza, l’unità è il nostro potere. In ogni caso, l’antisemitismo va rifiutato, affrontato e condannato in ogni luogo senza alcuna eccezione. Come democratici e americani, l’intero Parlamento deve essere pienamente impegnato nel denunciare e rigettare ogni forma di odio, razzismo pregiudizio e discriminazione.

   

Il presidente Trump ha indebolito le relazioni tra gli Stati Uniti e l’Europa. Secondo lei, quanto danno ha fatto e come questa alleanza potrà essere riparata dopo la presidenza Trump?

Gli Stati Uniti e l’Europa condividono un legame indissolubile di amicizia e partnership nella nostra storia comune, nei nostri valori e obiettivi comuni, e la Nato è stata una roccaforte della pace globale e della sicurezza per settant’anni. Il Congresso ha una responsabilità di lungo corso nel supervisionare l’operato dell’Amministrazione in politica estera e useremo questo potere per assicurare ai nostri amici alleati che l’impegno nella Nato e la nostra alleanza con l’Europa rimangono indissolubili.

    

La minaccia della Russia alla sicurezza nazionale quanto è grande, secondo lei?

NP: L’intelligence ha stabilito che la Russia ha interferito nelle elezioni del 2016 e che lo farà di nuovo in futuro. Il popolo americano ha diritto a un’inchiesta seria e approfondita sugli attacchi della Russia. I democratici stanno proponendo leggi coraggiose e innovative per promuovere elezioni trasparenti, compresa la sicurezza da interventi di avversari stranieri. Faremo passare queste norme cruciali perché qui sono in ballo la democrazia americana e la sicurezza nazionale.

    

La diseguaglianza economica e i trend sulla forza lavoro sono tra le maggiori preoccupazioni delle famiglie americane e della classe media. Il Partito democratico è pronto ad affrontare queste sfide e che cosa ha intenzione di fare?

NP: Abbiamo ascoltato molte famiglie che chiedono se, in questi tempi di innovazione e globalizzazione, ci sarà un posto per loro nell’economia di domani. Dobbiamo rimuovere ogni loro dubbio e dir loro: avremo un’economia che funzionerà per voi. I democratici alla Camera sono impegnati ad affrontare le disparità di reddito in America e saremo al fianco della classe media e di quanti aspirano a diventare tale. Lo faremo in una maniera giusta e fiscalmente responsabile proteggendo Medicare, Medicaid e Social Security.

    

Lei ha detto: “Il muro al confine con il Messico sarebbe immorale”. Può spiegarci questa sua posizione? E il Congresso è pronto ad assistere i bambini che sono stati separati dalle famiglie al confine, in modo che possano riunirsi con le loro famiglie?

Il muro non rappresenta ciò che siamo come nazione, e il popolo americano, a stragrande maggioranza, lo rifiuta. I presidenti del passato, repubblicani e democratici, avevano capito che gli immigrati rendono l’America più americana, portando coraggio, desideri e determinazione nel riuscire sulle nostre terre. Come disse Ronald Reagan nel suo ultimo discorso da presidente: “Se chiudiamo le porte ai nuovi americani, la nostra leadership nel mondo presto sarà perduta”. La separazione delle famiglie è un’atrocità. I democratici alla Camera stanno agendo per rendere responsabile l’Amministrazione di questo abuso sui bambini.

   

Dalle informazioni in suo possesso, ritiene che ci sia diretta collusione tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin?

NP: Dobbiamo aspettare di vedere il quadro d’insieme e coinvolgere il popolo americano su come procedere come nazione. I democratici alla Camera sono impegnati a proteggere l’integrità dell’inchiesta Mueller (Bob Mueller è il superprocuratore che da mesi investiga su Trump e i legami con la Russia, ndr) in modo che il popolo americano possa sapere tutta la verità.

Di più su questi argomenti: