I piagnoni dello Stato islamico

Quanto sono patetici i torturatori dello Stato islamico quando sono catturati. “Siamo europei!”

3 Aprile 2018 alle 06:06

I piagnoni dello Stato islamico

Roma. L’Associated Press ha raggiunto e intervistato due dei cosiddetti “Beatles”, i carcerieri-torturatori-carnefici dello Stato islamico che decapitavano i reporter e gli operatori umanitari occidentali rapiti in Siria. Erano chiamati Beatles dai loro ostaggi per l’accento inglese – tutti e quattro arrivavano da Londra – erano guidati da “Jihadi John”, che fu ucciso da un drone a Raqqa nel novembre 2015, e filmavano le decapitazioni a intervalli regolari per creare una pressione psicologica enorme e ricattatoria sui governi occidentali. Erano il simbolo dei volontari che lasciavano le città europee per sciamare in Iraq e in Siria, affascinati dalle prediche dello Stato islamico. Oggi, dopo due mesi di prigionia nelle mani dei curdi nel nord della Siria dove ammettono di essere trattati molto bene e possono giocare e frequentare lezioni insieme con gli altri prigionieri, i due ex Beatles El Shafee Elsheikh e Alexanda Amon Kotey parlano e le loro risposte farebbero gridare di orrore gli ideologi dello Stato islamico che li hanno indottrinati. I due sono disperati perché il Regno Unito li ha privati della cittadinanza inglese. Ma come, chiedono, lo stato ha il diritto di fare una cosa simile? Può davvero revocare la cittadinanza? Eppure, protesta Kotey, “io sono nato nel Regno Unito, mia madre è nata nel Regno Unito. Ho una figlia là nel Regno Unito… probabilmente non ho mai lasciato il Regno Unito più di tre mesi, prima di venire in Siria”. Interessante, no?

 

Credevamo, dopo avere ascoltato gli infiniti sermoni postati su internet, che lo Stato islamico fosse basato sull’idea che i confini tra stati sono convenzioni artificiali create dall’uomo e che devono essere abbattuti in nome dell’unico Califfato globale. E invece Kotey è attaccatissimo all’idea di essere un cittadino di Sua Maestà. “Senza la cittadinanza”, dice il fanatico che ha partecipato alla tortura e all’uccisione di almeno sette ostaggi, “se un giorno scomparissimo nel nulla dove potrebbe andare mia madre a chiedere dov’è suo figlio?”. I due inoltre lamentano il fatto che finora l’America e il Regno Unito non hanno rispettato le leggi sul giusto processo: “Valgono sempre oppure soltanto quando vanno bene a loro?”. E’ una domanda che suona come un autogol disastroso, pronunciata da chi si è arruolato nello Stato islamico precisamente per l’idea che le leggi umane sono un abominio perché pretendono di sostituirsi all’unica vera legge – che è la legge islamica nell’interpretazione del loro gruppo. Dopo più di mille video prodotti dallo Stato islamico per battere su questo concetto, che è necessario sconfiggere gli infedeli perché preferiscono le loro leggi a quella di Dio, Kotey vuole un giusto processo. Anzi, vuole essere giudicato dalla Corte internazionale di giustizia dell’Aia, in Olanda. “Quella sarebbe la soluzione più equa”, dice. Viene davvero da chiedersi perché nessuno raccolga in video queste interviste patetiche e mostri con un montaggio alternato il prima e il dopo di questi sbruffoni, bravi a fare i sadici e a proclamare il Califfato universale con ostaggi disarmati quando sono protetti dall’anonimato e credono di essere al sicuro, e così patologicamente deboli e attaccati al passaporto europeo quando sono catturati e intervistati da giornalisti negli stessi luoghi che credevano di controllare. Sarebbe la migliore operazione culturale di dissuasione a favore dei giovani che rischiano di essere traviati e attirati dallo Stato islamico. Vedete come si finisce, sarebbe il messaggio implicito, dopo un paio di anni con addosso un passamontagna in Siria? A implorare l’estradizione e le leggi degli infedeli.

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Commenti all'articolo

  • guido.valota

    03 Aprile 2018 - 10:10

    Poveri cocchi, è tutta colpa della società, hanno imparato presto la lezione dai loro complici dai loro sinistri complici occidentali. Meglio non tentare l''operazione culturale' prima/dopo. Tanto per cominciare i loro correligionari non ci troverebbero nulla di strano ma il normalissimo inganno permesso anzi suggerito dal Corano.. E poi una larga parte di occidentali, diciamo 'comprensivi' verso gli sgozzatori di occidentali in nome della religione di pace e tolleranza, piagnucolerebbero per rivendercela come intollerabile sospensione dello stato di diritto. Me li vedo già, intervistati in ginocchio in un bel talk show de sinistra.

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  • guido.valota

    03 Aprile 2018 - 10:10

    Sembra di rivedere il repubblichino rastrellatore e i suoi tanti amichetti. Fino al 24 aprile tutti olio di ricino e manganello, dal 25 aprile tutti sinceri democratici col ditino alzato a distribuire doveri e reclamare diritti.

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    • mauro

      03 Aprile 2018 - 17:05

      Eppure, caro Valota, una società in cui, parlando ancora di olio di ricino e manganello, si rimpiange ancora la possibilità che il paese ebbe di diventare un paradiso nel 1919, che questi giovanotti e giovanotte vogliano approfittare dei loro "diritti" e non è escluso che ci riescano, un pò se lo merita.

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  • Silvius

    03 Aprile 2018 - 09:09

    Peccato non li abbiano fatti fuori. Adesso ci tocca pure sentire le loro scemenze.

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  • alessandrogradenigo

    03 Aprile 2018 - 08:08

    Sarebbe una bellissima idea.

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