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Il messaggio che si nasconde dietro la scelta islamista di colpire il Bataclan

Il Bataclan, storico locale su Boulevard Voltaire, è uno di quei posti eclettici dove quasi tutti i giovani parigini sono stati almeno una volta: per una serata a tema, per un DJ set, per una “soirée étudiante” (serata degli studenti, con prezzi accessibili e drink ben shakerati ma niente di più), oppure per un concerto.

14 Novembre 2015 alle 15:41

Il messaggio che si nasconde dietro la scelta islamista di colpire il Bataclan

Il Bataclan oggi, dopo la notte degli attentati (LaPresse)

Parigi. Il Bataclan, storico locale su Boulevard Voltaire, è uno di quei posti eclettici dove quasi tutti i giovani parigini sono stati almeno una volta: per una serata a tema, per un DJ set, per una “soirée étudiante” (serata degli studenti, con prezzi accessibili e drink ben shakerati ma niente di più), oppure per un concerto. Qui hanno suonato musicisti famosi, ma anche meno noti, in un contesto intimo rispetto a posti come Bercy o le Zénith, vista la capienza di 1.500 persone. E’ un locale dove si va alla fine della settimana per dimenticare lo stress degli esami o del lavoro, per stare con gli amici, godersi un’atmosfera di gioia. L’interno ha mantenuto l’aspetto originale di teatro con varie balconate, un bar sempre affollato e una platea dancefloor di fronte al palco.

 

Il Bataclan è soprattutto un luogo aperto a tutti, popolare. Quando di notte si accende l’insegna luminosa sulla strada, appare spesso il nome di una band, quasi mai il nome del locale. Perché il Bataclan è le serate che organizza, i gruppi che ci suonano. E’ sempre stato così. L’equivalente dei Magazzini Generali o dell’Alcatraz a Milano.

 

Anche l’undicesimo arrondissement di Parigi è sempre pieno di gente. Qui vivono tanti giovani, perché rispetto ad altre zone della città i prezzi sono più abbordabili. E’ un quartiere vivace, stracolmo di ristoranti, bar, pasticcerie; non dorme, l’undicesimo, che comprende le fermate del metrò République, Bastille e Oberkampf. Quest’anno è diventato anche il “quartiere di Charlie Hebdo”, però i parigini non si stancheranno mai di frequentarlo, perché li, da sempre, c’è un pezzo dell’anima della città. Se dici che hai trascorso la tua serata nell’undicesimo, la gente capisce al volo l’atmosfera e il contesto in cui ti sei trovato. Un po’ come dire che hai passato la serata tra Campo dei Fiori e Trastevere a Roma.

 

Tutto questo si esprime nel sedersi fuori ai tavolini di un bistrot a bere un bicchiere di vino, “se poser” (piazzarsi) a tavola con l’idea di rimanere ore a chiacchiere; questa è Parigi.

 

[**Video_box_2**]Colpire ristoranti e bar dell’undicesimo, abbattere i giovani al Bataclan, manda un messaggio chiaro: non vi potete divertire, non siete al sicuro. Questa volta è personale. Vi rifiutiamo la possibilità di distrarvi dalla vita mentre i vostri politici intervengono a distanza nel Medio Oriente. La festa è finita – e forse non solo a Parigi.

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