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Terrore e guerra

Perché la Siria, l’Iraq, lo Yemen, la Nigeria, la Libia (eccetera), la città di una redazione europea e la sponda settentrionale del Mediterraneo (eccetera) sono vasi sempre più direttamente comunicanti.

14 Novembre 2015 alle 14:44

Terrore e guerra

Fiori a Parigi davanti a uno dei luoghi degli attentati (LaPresse)

La guerra non ha confini, né per le sue vittime che fuggono e arrivano anche da noi, né per i suoi miliziani che fanno strage anche da noi. Le nostre intelligenze hanno confini stretti, e non ne escono nemmeno coi kalashnikov puntati addosso. Si tengono le mani sugli occhi e gridano: "Non mi vedi". (Io, alle 23 di venerdì). 

 

Se avessi degli allievi, darei questo tema. Tema: Un superstite del concerto al Bataclan ha detto: "All'inizio credevamo che facesse parte dello spettacolo". Commenti l'allievo. (Io, sabato mattina, alle 9).

 

Una manifestazione come quella non può ripetersi all’indomani del prossimo attentato, e così via… Può darsi che quella bella Europa non duri più della sua domenica. Perché non avvenga, occorre che l’Europa politica che si è presa sottobraccio a Parigi sia capace di immaginare e volere una grandissima adozione: della Siria e dell’Iraq, del Kurdistan e dello Yemen e della Nigeria… Promuovendo e incarnando con altri una polizia internazionale, esigendo quel legittimo monopolio della forza che l’impresa di Bush e Blair volle travestire… la Siria, l’Iraq, lo Yemen, la Nigeria, la Libia (eccetera) e la città di una redazione europea e la sponda settentrionale del Mediterraneo (eccetera) sono vasi sempre più direttamente comunicanti. (Io, a un'ora qualunque del 12 gennaioscorso).
 

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