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Lo Stato islamico rivendica gli attacchi a Parigi. Hollande: "E' un atto di guerra, reagiremo"

Dopo aver riunito un altro vertice di emergenza, Hollande ha detto: “Quel che c’è stato a Parigi e a Sant Denis allo Stade de France è un atto di guerra. E di fronte alla guerra, il paese deve prendere decisioni appropriate".

14 Novembre 2015 alle 11:42

Lo Stato islamico rivendica gli attacchi a Parigi. Hollande: "E' un atto di guerra, reagiremo"

Il presidente francese Hollande (LaPresse)

Poco dopo che il presidente François Hollande ha attribuito la responsabilità dell’“atto di guerra” allo Stato islamico è arrivata la rivendicazione. “Otto fratelli con cinture esplosive e fucili d’assalto, hanno scelto obiettivi minuziosamente nel cuore della capitale francese”.  Le strade sono diventate strette per i parigini, dice la rivendicazione e “la Francia e coloro che la seguono sappiano che restano il principale target dello Stato islamico e che continueranno a sentire l’odore della morte per essersi messi alla guida della crociata”. Chi ha letto il comunicato della rivendicazione parla molto bene francese.

 

Hollande ha chiaramente indicato il Daesh – come i francesi chiamano lo Stato islamico – come responsabile dell’“atto di guerra” contro Parigi. Dopo aver riunito un altro vertice di emergenza, Hollande ha detto: “Quel che c’è stato a Parigi e a Sant Denis allo Stade de France è un atto di guerra. E di fonte alla guerra, il paese deve prendere decisioni appropriate. E’ un atto di guerra commesso da un esercito terrorista, il Daesh, un esercito jihadista, contro i valori che difendiamo e contro quel che siamo: un paese libero. E’ un atto di guerra preparato, organizzato, pianificato dall’esterno con complici interni che saranno identificati. E’ un atto di barbarie assoluta”. Il presidente ha annunciato tre giorni di lutto nazionale, le forze armate continueranno a pattugliare la città, ci sarebbero almeno due terroristi ancora in fuga.

 

[**Video_box_2**]La Francia è impegnata nella coalizione contro lo Stato islamico, e qualche settimana fa ha ampliato i bombardamenti anche alla Siria, unico paese europeo (gli inglesi stanno ancora valutando: vogliono il voto parlamentare, che però è molto rischioso). Ieri sera, quando ancora gli attacchi erano in corso, Hollande ha detto che la reazione del paese sarà “impietosa”. Ora è necessario capire come sarà questa reazione: negli ultimi giorni è cominciata un’escalation militare guidata dagli Stati Uniti con l’uccisione – “ragionevolmente certa” – del giustiziere Jihadi John e con un’offensiva sul campo da parte dei peshmerga curdi, assieme agli yazidi, nella cittadina irachena di Sinjar e con blitz mirati sui siti petroliferi controllati dallo Stato islamico nell’est della Siria.

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