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La guerra a Parigi

Numeri, prime pagine, dichiarazioni e le frontiere chiuse della Francia dopo gli attacchi terroristici al cuore dell'Europa - di Mauro Zanon

14 Novembre 2015 alle 10:07

La guerra a Parigi

Soldati francesi in attesa prima del blitz al Bataclan (LaPresse)

Parigi. Sei attacchi terroristici simultanei e almeno centoventi morti. Sono i numeri (ancora provvisori) della più grande strage terroristica della storia di Francia: secondo le ultime cifre del ministero dell’Interno riportate dal Figaro sono attualmente 127 le vittime accertate, 82 soltanto nel sala concerti Bataclan, dove tre uomini a volto scoperto e armati con kalashinkov ed esplosivi hanno fatto irruzione durante il concerto del gruppo americano Eagles of Death Metal, facendo un massacro. 4 sono morti nei pressi dello Stade de France dove si giocava l'amichevole Francia-Germania, a causa di diverse esplosioni verificatesi nei pressi dell'impianto sportivo (si parla attualmente di tre kamikaze, tutti e tre morti).

 

A Rue de Charonne, nell'Undicesimo arrondissement, davanti a un caffé e a un ristorante giapponese, i testimoni dicono di aver assistito a delle "scene di guerra", dove il bilancio finale è di 18 morti. Altri 12 a Rue Alibert, almeno cinque a Rue de la Fontaine e un altro ancora a Boulevard Voltaire, sempre nell'Est parigino. Ai 127 morti, si aggiungono più di 300 feriti, di cui 80 in stato di "urgenza assoluta" e 177 di "urgenza relativa", secondo fonti del Monde che riporta i dati dei principali ospedali parigini. Otto terroristi sarebbero morti, sei dei quali si sarebbero fatti esplodere, una tattica usata per la prima volta in territorio francese. L'unico attentatore identificato per ora è un francese il cui corpo è stato ritrovato vicino al Bataclan e che era già noto alle forze d'intelligence. Sono stati ritrovati altri due passaporti vicino ai corpi dei presunti terroristi, uno egiziano e uno siriano. Nikos Toskas, sottosegretario del governo greco per la Protezione dei cittadini, ha detto in un comunicato ufficiale che il passaporto siriano apparteneva a un uomo registrato come rifugiato nell'isola greca di Leros il 3 ottobre scorso. Non è ancora possibile ricollegare con certezza i passaporti ai terroristi.

 

"La guerre en plein Paris", titola il Figaro in prima pagina, "Questa volta è la guerra", spara il Parisien, "Mattanze a Parigi", scrive Libération alla "une". "Guerre", "horreur", "massacre": sono queste le tre parole che dominano le prime pagine dei giornali francesi. Il presidente della Repubblica, François Hollande, si è presentato ieri in diretta televisiva subito dopo gli attentati per annunciare lo stato d'urgenza in tutto il territorio francese (provvedimento che non veniva preso dai tempi della guerra d'Algeria) e la chiusura immediata delle frontiere, che successivamente si è tradotta in controlli rafforzati.

 

"Ci sono decine e decine di morti, numerosi feriti. Abbiamo dichiarato lo stato d'urgenza in tutto il territorio, come prima misura. La seconda è la chiusura delle frontiere, per fare in modo che le persone responsabili di tutto questo possano essere catturate. Sappiamo da dove viene questo attacco", ha dichiarato il capo di Stato francese parlando di un "attacco terroristico senza precedenti". In stato d’urgenza, ha spiegato Hollande, molti luoghi verranno chiusi, a partire dagli istituti scolastici nella capitale e in tutta la sua regione sabato, e in alcune zone la circolazione verrà interrotta. "I terroristi non riusciranno a farci paura", ha concluso. Hollande, già ieri sera aveva annunciato che non parteciperà al G20 in programma in Turchia nel fine settimana. Oggi anche il presidente iraniano Hassan Rohani ha deciso di annullare il viaggio europeo che doveva portarlo prima a Roma poi in Vaticano e infine a Parigi, lunedì e martedì. Rohani, all’agenzia di Stato Irna, ha condannato gli "attacchi disumani" che si sono consumati nella capitale francese, presentando le sue "condoglianze al popolo francese addolorato e al governo". "I terroristi coinvolti negli attentati di Parigi non credono in nessun principio etico e in nessuna religione, incluso l’islam", ha aggiunto il presidente iraniano.

 

[**Video_box_2**]Messaggi di solidarietà sono arrivati da tutti i capi di Stato mondiali. Il presidento del consiglio italiano Renzi ha espresso tutto il proprio "sgomento" dinanzi alle tragiche notizie provenienti da Parigi e la sua "solidarietà totale" a Hollande e a tutto il popolo francese. Il presidente americano, Barack Obama, ha parlato di "attacco contro l'umanità", anticipando addirittura il suo omologo francese di qualche minuto per esprimersi pubblicamente dopo gli attentati. Il premier inglese Cameron tramite Twitter si è detto "sconvolto" per i fatti di Parigi, mentre la cancelliera tedesca Merkel ha espresso "profonda commozione", aggiungendo che tutti i suoi pensieri e le sue preghiere sono per le vittime di questi "attacchi evidentemente terroristici". La rivendicazione ufficiale dello Stato islamico non è ancora arrivat. Ma ieri sera, subito dopo gli attentati, dal canale Dabiq France, rivista francese dell'Isis, è è giunta questa frase: "La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i bambini, oggi beve dalla stessa coppa". Il che lascia pochi dubbi sulla paternità degli attentati. I sostenitori dei jihadisti, su Twitter, hanno a loro volta esultato, avvertendo che dopo Parigi "ora tocca a Roma, Londra e Washington". Ieri molti dei principali monumenti del mondo, dall'Empire State Building di New York al Cristo Redentore di Rio de Janeiro si sono colorati di bleu blanc rouge, i colori della bandiera francese.

 

Ultimo aggiornamento: 18.08

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