Putin persegue una strategia difensiva

Sia in Ucraina sia in Siria le fazioni filorusse sono aggrappate a porzioni minoritarie dei due paesi

8 Ottobre 2015 alle 13:41

Putin persegue una strategia difensiva

Vladimir Putin con il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu

Non bisogna farsi trarre in errore dalla decisione e prontezza con cui la Russia sta operando in questi ultimi anni: sia in Ucraina sia in Siria, Mosca si è trovata e si trova sulla difensiva, impegnata a difendere quella minima sfera d’influenza rimastale dopo il collasso dell’Urss e costantemente erosa dall’avanzata (non sempre pacifica) dell’occidente. Se guardiamo indietro ai primi mesi del 2011, Yanukovych in Ucraina e Assad in Siria erano saldamente al potere e amici del Cremlino.

 

Oggi, in entrambi paesi, le fazioni filorusse sono aggrappate a porzioni minoritarie dei due paesi, in cui le forze della Nato operano apertamente – in Ucraina come consiglieri, in Siria in maniera diretta. Appare evidente come Putin stia conducendo offensive tattiche per sostenere una strategia difensiva. E’ rilevante, poiché smentisce la lettura diffusa di un aggressivo espansionismo russo e permette di comprendere il reale obiettivo del Cremlino: il mantenimento dello status di grande potenza e di una profondità strategica minima tramite stati alleati o neutralizzati lungo la sua periferia. Più importante delle domande sulla contingenza (allearsi con Putin contro il Daesh?), più immediato di quelle esistenziali (ci piace di più la Russia o l’America?), si pone dunque questo quesito: siamo pronti a concedere alla Russia di realizzare il suddetto obiettivo?

 

[**Video_box_2**]Guardando al mondo come italiani, non sembra che le contenute rivendicazioni del Cremlino possano danneggiare i nostri interessi; certo non quanto lo sta facendo una nuova “guerra fredda”. In Europa e oltreoceano qualcuno la vede diversamente, ma è buon senso – non certo tradimento o fellonia – portare in seno alle alleanze le nostre istanze, tese a evitare un nuovo drammatico confronto strategico con la Russia.
        

Daniele Scalea è direttore generale dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi