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Perché l’operazione Intesa-Ubi lancia anche la leadership di Cimbri

Il ruolo di Bper, il rapporto con Mediobanca, il peso di Unipol in Rcs e la nuova finanza che fa capolino a via Stalingrado

19 Febbraio 2020 alle 19:49

Perché l’operazione Intesa-Ubi lancia anche la leadership di Cimbri

Foto tratta da Wikipedia

Roma. E’ vero, l’operazione Intesa-Ubi fa nascere un campione nazionale più forte in Europa, come ha dichiarato Carlo Messina, capo della prima banca italiana. Ma nello stesso tempo si rafforzano alcuni “campioncini” di non secondaria importanza, perché danno sostanza a quella che viene rappresentata come una “operazione di sistema”. Senza la sponda di Unipol e della Bper (la Banca popolare dell’Emilia Romagna della quale la compagnia di assicurazioni possiede il 20 per cento) l’offerta di Intesa agli azionisti di Ubi...

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Stefano Cingolani

Nato nel bel mezzo del secolo scorso a Recanati, è tornato alla luce in seguito a recenti scavi. Dopo tanto girovagare per giornali (L’Unità, Il Mondo, Corriere della sera, Il Riformista) e città (Milano, New York, Parigi), in cerca di stimoli e affetti, ha trovato al Foglio il rifugio agognato. Ha scritto “Le grandi famiglie del capitalismo italiano” e “Guerre di mercato”. Sopraffatto dalla colpa per non essere riuscito ad assicurare un futuro certo alla figlia maggiore e per non fare i compiti con quella minore, passa il tempo tra l’impero romano-cristiano e la terza globalizzazione (prima o poi riuscirà a spiegare entrambi?). Va al mare sul Baltico, ma vorrebbe essere sul Patna con Lord Jim o a Long Island con Jay Gatsby.

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