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La rivoluzione cashless parte dai giovani europei

Solo uno su quattro dei giovani intervistati da ThinkYoung effettua pagamenti in denaro contante tutti i giorni. Le transazioni digitali conquistano le nuove generazioni

14 Novembre 2019 alle 14:41

La rivoluzione cashless parte dai giovani europei

Negli ultimi anni il settore dei servizi finanziari è stato attraversato da grandi cambiamenti. E mentre la discussione attorno ai nuovi metodi di pagamento muove i primi passi nel dibattito pubblico e in quello politico – come hanno dimostrato, nel caso italiano, gli incentivi per i pagamenti cashless previsti in legge di bilancio 2020 – a trainare l'Europa verso il futuro delle transazioni digitali ci pensano i giovani. Una ricerca effettuata dal think tank internazionale ThinkYoung su un campione di 2.008 giovani europei, ha indagato le attitudini verso i pagamenti elettronici delle nuove generazioni. I risultati mostrano che la maggior parte dei giovani intervistati usa metodi alternativi al contante e non percepisce la necessità di usare monete e banconote. 

 

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La relazione è stata presentata il 5 novembre da Andrea Gerosa, founder e chief thinker di ThinkYoung, durante un convegno della Fondazione De Gasperi focalizzato sul “Digital payment e millennial: opportunità e sfide future”. Il convegno si è concentrato in primo luogo sul ruolo dei pagamenti digitali nella manovra economica, attraverso la voce di politici competenti in materia, come Carla Ruocco, presidente della Commissione finanza alla Camera, Beatrice Lorenzin, membro della Commissione Bilancio alla Camera, Alessandro Cattaneo, membro della Commissione finanze a Montecitorio e Marco Osnato, Segretario della Commissione parlamentare per l'attuazione del Federalismo fiscale alla Camera. Altro tema fondamentale affrontato durante l'incontro è stato quello dell'opportunità e dei rischi del digital payment in Italia. Le minacce alla privacy tornano a far parte del dibattito pubblico in un momento storico in cui le nuove tecnologie ridefiniscono gli standard dei pagamenti a livello a mondiale. Ecco perché la Fondazione De Gasperi, presieduta dall'ex ministro degli Affari esteri Angelino Alfano, ha invitato all'evento degli esperti in materia: il Segretario generale della Consob, Carlo Deaodato, il Segretario generale garante per la protezione dei dati personali, Giuseppe Busia, e il presidente del Movimento del cittadino, Francesco Luongo.

 

Come ha spiegato Gerosa durante il convegno, il think tank ThinkYoung ha intervistato ragazzi e ragazze appartenenti alla generazione Y (24-29 anni) e alla generazione Z (18-23 anni) provenienti da cinque paesi europei: Francia, Germania, Italia, Spagna e Polonia. Solo uno su quattro dei giovani intervistati effettua pagamenti in denaro contante tutti i giorni. Le risposte più comuni sono state: “uso contante solo una volta al giorno”, oppure “uso il contante una volta a settimana”. L'Italia, tra i cinque paesi, è quello in cui è più diffuso l'uso di banconote e monete: il 34 per cento degli intervistati italiani ricorre al denaro cash più di una volta al giorno. Invece Francia e Polonia sono i paesi in cui il contante è meno diffuso. Il 41 per cento dei francesi paga in contanti meno di una volta a settimana, mentre quasi il 10 per cento dei polacchi paga cash non più di una volta al mese. 

 

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Mentre sempre meno giovani effettuano pagamenti in contanti, le nuove generazioni preferiscono metodi alternativi di pagamento. Un giovane della generazione Y su quattro ricorre a pagamenti elettronici più di una volta al giorno e oltre il 30 per cento degli intervistati paga in modo elettronico più volte a settimana. Allo stesso tempo quasi il 20 per cento dei giovani della generazione Z ricorre ai pagamenti elettronici non più di una volta al mese, e oltre il 30 per cento lo fa ogni settimana. Il paese più virtuoso è la Polonia, qui quasi il 40 per cento dei giovani paga per via elettronica più di una volta al giorno – gli altri paesi si aggirano sul 20 per cento. Diversamente, in Italia e Spagna quasi il 20 per cento degli intervistati ricorre alle transazioni digitali al massimo una volta al mese, contro il 10 per cento della Polonia. 

 

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Sono diverse le motivazioni che spingono i giovani a usare i pagamenti elettronici. Il 55 per cento degli intervistati ritiene che siano più veloci di quelli cash, il 37 per cento li ritiene user friendly, mentre il 32 per cento ritiene che se paga in modo digitale, sarà più semplice restituire un acquisto o presentare un reclamo, in quanto la registrazione del pagamento è indelebile. Altre motivazioni, tra cui il fatto che la transazione sia garantita e più conveniente dei contanti, non raggiungono il 30 per cento. 

 

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Se alle nuove generazioni piace pagare cashless, ciò non significa che la scelta del metodo da utilizzare sia scontata. I risultati della ricerca dimostrano una relativa frammentazione del mercato. Negli ultimi anni sono nati tanti nuovi metodi di pagamento – sempre più basati su app per smartphone, ben lontani dalle transazioni digitali tradizionali. Ognuno raggiunge una fetta ristretta di giovani, ma messi assieme, i nuovi tipi di transazioni elettroniche sono più usati del colosso PayPal (74 per cento contro poco più del 60 per cento dei rispondenti). Le carte raggiungono il terzo posto, con Visa e Mastercard che vengono usate tra il 50 e il 40 per cento dei giovani rispondenti. Seguono i bonifici bancari, diffusi tra il 30 e il 20 per cento degli intervistati, e i trasferimenti di denaro “Giro”, non molto conosciuti in Italia, usati da poco più del 10 per cento dei giovani europei. I restanti metodi di pagamento vengono usati da meno del 10 per cento degli intervistati, la maggior parte sotto il 3 per cento.

 

Insomma, il futuro dei pagamenti elettronici in Europa dipenderà dall'espansione delle nuove tecnologie, che raggiungono sempre più giovani, malgrado frammentino il mercato. La concorrenza è spietata, e vincerà chi sarà più abile degli altri nel conquistare la fiducia dei giovani, offrendo un buon grado di sicurezza informatica e convenienza. Nel frattempo, mettendo da parte il contante, le nuove generazioni portano avanti la loro piccola rivoluzione quotidiana.

Samuele Maccolini

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    14 Novembre 2019 - 18:33

    Tutta questa caciara su i pagamenti elettronici è solo chiacchiera da bar. Le carte sono un gran comodità e basta . Tra Mastercard e bancomat ho una autonomia di 3.500 euro per ogni evenienza ,poi tale opportunità decresce in funzione di quanto spendi nel mese.Per chi non ha un c/c ninzò .Si arrangi.Qualche anima pia buonista leggendomi penserà "che cinismo" ,sì .Ma queste anime pie buoniste in genere parlano moralisticamente e non vanno oltre ,poi c'è la Caritas ed altre organizzazioni buoniste che a volte spendono il 90% per gestione e dedicano il 10% per opere di carità. Bel colpo Joe.

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