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La battaglia verde sbaglia bersagli

Il decreto clima incentiva a sbarazzarsi delle auto tenute in garage

10 Ottobre 2019 alle 06:17

La battaglia verde sbaglia bersagli

foto LaPresse

Ci sono diversi paradossi nel modo in cui il governo Pd-M5s sta cercando di intestarsi la battaglia contro i cambiamenti climatici davanti all’opinione pubblica. Il primo paradosso è quello di non incidere né sull’inquinamento atmosferico né sui rischi che condizioni climatiche avverse comportano. Nella bozza del decreto clima circolata in questi giorni si propone di rottamare la propria vecchia auto e il motorino senza ottenere nessuna agevolazione per comprare un mezzo nuovo ma dando incentivi all’acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico oppure di biciclette tradizionali o a pedalata assistita. Il paradosso del “buono mobilità” è che vengono stanziati 255 milioni di euro fino al 2021 con lo scopo di migliorare la qualità dell’aria nelle città più inquinate, quelle su cui pendono le procedure di infrazione aperte da Bruxelles nel 2014 e nel 2015. Lo strumento studiato dal governo sembra però avere sbagliato obiettivo e rischia di non essere utile a chi non ha alternative all’uso dei mezzi privati per recarsi al lavoro.

 

Perché il "buono mobilità" rischia di essere una misura inutile

Lo strumento pensato dal governo potrebbe aver sbagliato target di beneficiari. Quagliano (Promotor): “Una misura perfetta per gli anziani che decidono di non utilizzare più la propria automobile”

 

Il bonus sarebbe insomma utile a chi la macchina già non la usa più, come la popolazione più anziana, e non a chi ha necessità di usarla ma potrebbe acquistarne una con emissioni più basse. Non solo. In Lombardia il riscaldamento delle abitazioni provoca circa un terzo delle emissioni totali e di queste il 90 per cento è prodotto dalla combustione della legna usata nei caminetti e nelle stufe. Delle caldere, per quanto noto, nel decreto non si parla: incentivare la conversione dei sistemi di riscaldamento delle abitazioni sarebbe di maggiore efficacia. Inoltre, i rischi legati ai cambiamenti climatici, secondo le istituzioni finanziarie come le banche centrali, derivano dagli effetti degli “atti di Dio”, gli imprevedibili disastri naturali come ad esempio le alluvioni derivanti in Italia anche dall’incuria del territorio. Anziché incentivare le biciclettate per una popolazione in inesorabile senescenza sarebbe utile indirizzare risorse là dove servono davvero.

Redazione

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