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Così i tweet di Trump agitano i mercati. Uno studio di Goldman Sachs

I cinguettii del presidente influenzano i movimenti dei futures. E alla vigilia della ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Cina sui dazi l'impressione è che difficilmente si arriverà a un'intesa risolutiva

9 Ottobre 2019 alle 11:20

Così i tweet di Trump agitano i mercati. Uno studio di Goldman Sachs

Donald Trump (foto LaPresse)

Milano. Alla vigilia dei negoziati tra Stati Uniti e Cina (la prima riunione è prevista domani a Washington) Piazza Affari e le Borse europee sono in lieve ripresa (il Ftse Mib guadagna lo 0,4 per cento a metà mattina) dopo il tonfo di ieri, ma mostrano di non credere troppo in un'evoluzione positiva dopo che la Casa Bianca ha inserito altre 28 aziende cinesi nella sua lista nera e in più ha imposto dei limiti ai visti di alcuni dirigenti cinesi per violazioni dei diritti umani. Pechino, dal canto suo, ha chiesto che le aziende siano rimosse quanto prima dalla black list, altrimenti 'salvaguarderà risolutamente' gli interessi del paese.

 

Ancora una volta il sentiment dei mercati finanziari sembra pesantemente condizionato dalla politica del presidente americano Donald Trump e dei suoi suoi tweet. Uno studio appena pubblicato della banca d'affari americana Goldman Sachs mostra la stretta connessione tra i cinguettii della Casa Bianca e i movimenti nel mercato dei futures sui fondi d'investimento con risultati sorprendenti. L'analista di Goldman, Ronnie Walker, partendo da uno studio accademico già esistente, ha misurato l'impatto sia dei tweet di Trump che criticano la Federal Reserve sia di quelli che minacciano direttamente o indirettamente l'escalation delle tariffe. Emerge che, mentre gli strali di Trump che sono indirizzati direttamente alla Banca centrale americana e al suo presidente Jerome Powell spostano poco le aspettative di mercato sulla politica monetaria - in pratica non modificano le attese sui tassi -, al contrario i tweet commerciali portano a oscillazioni considerevoli sul mercato dei futures. Questo, secondo Goldman, è intuitivo, poiché esistono canali chiari attraverso i quali l'escalation tariffaria può portare a una visione economica più debole. "La nostra interpretazione di questi risultati è che i mercati ritengono che il presidente influisca soprattutto sulla politica della Fed influenzando indirettamente le prospettive macroeconomiche, con al massimo un ruolo percepito limitato per i tweet sulla Fed", afferma Walker nella sua analisi. 

 

Se le cose stanno così, la ripresa dei negoziati commerciali di domani non può essere risolutiva perché Trump sembra avere tutto l'interesse a tenere sotto pressione la Fed come ha fatto finora, peggiorando la percezione del quadro macro. Si vedrà. 

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