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Lo scorporo della rete renderà Tim più competitiva?

Il cda di Telecom controllato da Elliott ha deciso di sostituire l’ad Genish con Gubitosi e così la separazione della rete può accelerare in accordo col governo. E’ un affare o un problema per la compagnia telefonica?

22 Novembre 2018 alle 14:09

Lo scorporo della rete renderà Tim più competitiva?

Foto Imagoeconomica

Andrea De Vita, Banca Akros

Credo che lo scorporo della rete possa determinare diversi effetti positivi per Telecom. Il primo è che, in assenza di un'integrazione verticale, il gruppo telefonico avrebbe maggiore libertà nella definizione delle offerte commerciali, mentre oggi è soggetto ad alcuni vincoli e restrizioni di carattere tecnico. Il secondo è che, grazie al dimezzamento del debito, godrebbe di maggiore flessibilità nell’uso del capitale, per esempio per investimenti sui prodotti e sul marketing. Terzo, ci sarebbe un dimagrimento non traumatico del personale, visto che una quota sembra destinata a confluire nella newco che resterebbe in mano pubblica. Quarto e ultimo effetto positivo è che si aprirebbero spazi per la creazione di valore per gli azionisti attraverso l’espansione dei multipli conseguente allo scorporo e all’eventuale quota di partecipazione detenuta da Telecom nella newco. Ovviamente, non sappiamo oggi a quanto potrebbe ammontare tale partecipazione. Ma sappiamo che l’intenzione del governo è quella di mantenere pubblica la proprietà dell’infrastruttura, che la “NetCo” sarà fusa con Open Fiber in modo da evitare che le due società si facciano concorrenza e che il nuovo soggetto sarà sostanzialmente un monopolista che godrà del regime Rab (Regulatory asset base) per la determinazione delle tariffe da applicare ai gestori. Va detto, che dalle esperienze conosciute nel mondo di scorporo della rete telefonica Australia e Nuova Zelanda – in Europa nessun paese l’ha mai fatto – i benefici non sono così evidenti.

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