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Il piano B europeo per difendersi da Roma

L’Eurogruppo ragiona su come salvare il debito dai populisti. Cattive notizie

3 Novembre 2018 alle 06:12

Il piano B europeo per difendersi da Roma

Foto LaPresse

Meglio stare attenti a quel che si desidera, si potrebbe avverare. Per mesi il governo Lega-M5s ha mandato due messaggi inequivocabili: invece di un deficit di bilancio dello 0,8 per il 2019 (programmato dal governo Gentiloni) ne ha pianificato uno tre volte più alto al 2,4 e poi ha insistito sull’alta ricchezza privata degli italiani chiamandoli a finanziare il debito pubblico. I messaggi di una divergenza totale dall’Eurozona – mentre gli altri paesi ambiscono a ridurre sistematicamente il rapporto deficit/pil – e quello di mettere il risparmio privato a garanzia del debito sono stati ricevuti. Purtroppo. Più di una procedura sanzionatoria per deficit eccessivo, che potrebbe avere efficacia più rapida rispetto alla prassi della Commissione, a preoccupare è una proposta che dieci ministri delle Finanze presenteranno all’Eurogruppo lunedì.

 

Reuters ha rivelato un paper in cui si chiede che i debiti non sostenibili nella zona euro vengano sottoposti a ristrutturazione infliggendo perdite al settore privato prima di un piano di salvataggio europeo. Si chiede di specificare nel breve passaggio del trattato del cosiddetto Fondo salva stati (European stability mechanism, Esm), coinvolto come prestatore di ultima istanza in caso di soccorso quando un paese perde accesso al mercato, che “l’assistenza finanziaria verrebbe concessa solo dopo misure che migliorano la sostenibilità del debito, prese in cooperazione con i creditori esistenti” ovvero banche, fondi pensione, risparmiatori. Il solo parlare di ristrutturazione è una profezia che si autoavvera, come in Grecia nel 2012. Il documento è firmato da Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Olanda, Svezia e Slovacchia. Germania e Austria condividono. Dal punto di vista olandese è “un duro avvertimento all’Italia”. Di recente la Bundesbank ha suggerito un prelievo forzoso sui risparmi italiani con una patrimoniale del 20 per cento costringendo i risparmiatori a sottoscrivere “titoli di stato di solidarietà” emessi da un fondo tricolore. Ora gli altri paesi presentano il piano B per proteggersi dalle ambiguità dell’Italia.

Redazione

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    03 Novembre 2018 - 21:09

    Quindi sembra che la spavalderia con cui nell'U€ si sosteneva che non ci sarebbe stato nessun "effetto contagio" sulle altre economie pian piano stia venendo meno. Se no non si spiegherebbe tanta concitazione. D'altronde se si è tremato per la Grecia, a maggior ragione devono preoccuparsi adesso. Resta un piccolo ma decisivo particolare: il nostro debito è sostenibile e penso che lo sarà anche in futuro. Non è poi che i governi precedenti, a giudicare dai risultati, fossero così preoccupati dal debito, né che fossero sollecitati a preoccuparsene. Lo sbarramento attuale della istituzioni europee ha perciò natura prettamente politica

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    • portaticinese

      05 Novembre 2018 - 10:10

      Meno male che Tocco ci rassicura che il nostro debito è sostenibile, mi sento molto più tranquillo

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      • lorenzo tocco

        lorenzo tocco

        05 Novembre 2018 - 18:06

        Beh, se era sostenibile con Gentiloni, che lo fatto alzare senza nessun grido di dolore dal parte dell'U€ (25 miliardi nel primo trimestre 2018), lo è anche adesso che è perlopiù lo stesso. Per il futuro non so lei ma io non ho la sfera di cristallo. Ma il motto del Foglio non è l'ottimismo? Ah dimenticavo: c'è l'ottimismo buono e quello cattivo (Cerasa dixit)

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