Banche & giornali

L’editore parallelo. Ventriglia, Cuccia, Bazoli: quando c’è da salvare una testata, spesso arriva il banchiere. Che non lo fa solo per i soldi

29 Gennaio 2018 alle 08:50

Banche & giornali

Sul letto di morte, Gianni Agnelli aveva chiesto a Giovanni Bazoli, allora presidente di Banca Intesa, di occuparsi delle sorti del Corriere della Sera (foto LaPresse)

Enrico Cuccia che da giovane scriveva per il Messaggero e aveva scelto un giornalista del Sole 24 Ore, Vincenzo Maranghi, come successore, diceva sempre ai suoi clienti eccellenti: “State lontani dai giornali, sono solo fonte di guai”. Nessuno però gli ha mai dato retta. Racconta Piero Ottone che Eugenio Cefis, allora gran capo dell’Eni dopo la morte di Enrico Mattei, gli spiegò così la sua passione per la stampa: “Vede, io sono un industriale e ho bisogno di favori dai...

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Commenti all'articolo

  • carlo schieppati

    29 Gennaio 2018 - 15:03

    A differenza dei mega dirigenti di MPS che non si erano accorti che comprando Antoveneta compravano anche 8 mld di debiti (ma quanto ci è costato e quando finiremo di pagare l'annullamento del governo delle banche italiane ottenuto con la detronizzazione manu militari, e cioè pm + stampa, di Antonio Fazio?) il Nuovo Banco Ambrosiano di Andreatta e Bazoli aveva fatto una valutazione dell'esposizione del gruppo Rizzoli Corriere verso la Banca, che ammontava a 21,114 mld. Aveva perciò svalutato completamente il credito prendendolo in carico per mille lire. Però quando la Fiat ha comprato il Corriere (per una cifra irrisoria rispetto alle precedenti quotazioni di borsa) ha pagato a Bazoli tutti i 21 mld e 114 milioni che sono stati messi a profitti. Tutto regolare? Tutto regolare!.... Angelo Rizzoli (che è stato fisicamente massacrato dai pm) aveva detto che comunque a guadagnarci era stato Bazoli, al che Nanni aveva ribattuto che era un'affermazione azzardata...

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