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Cosa c'è dietro l'acquisto di Apple da parte di Warren Buffett

Mario Sechi
Il re mida della Borsa compra un pezzo di mela adottando la tecnica del "compro e investo". Ora guarda alla Cina dove crescita demografica e mercato di massa si sposano.

Il più grande investitore nella storia di Wall Street ha comprato un pezzo della mela e tutti si chiedono cosa ci sia sotto. Buffett è considerato il re mida della Borsa e il titolo di Apple è schizzato a razzo. Mettere mano al portafoglio e scucire un miliardo significa che due o tre ragionamenti prima sono stati fatti. Quali? Apple ha 153 miliardi di cassa netta a disposizione, può riconvertirsi rapidamente comprando, investendo, cambiando se stessa. Una cosa è chiara: l’hardware è in declino. Si può arginare con nuovi prodotti, miniaturizzazioni, ma il destino è quello. C’è un settore da esplorare, relativamente nuovo per Apple, i servizi.

 


Warren Buffett (foto LaPresse)


 

Ma con quella massa di denaro fresco da utilizzare, la via più breve è quella del vedo e pago: compro e investo su altre realtà. Ecco perché Tim Cook ha staccato un assegno da un miliardo da versare su Didi Kuaidi, l’Uber cinese. In fondo, non c’è niente di geniale, l’idea è elementare e in questa povertà di fantasia, in realtà, c’è la cifra dell’Apple di oggi, è seriale senza essere nuova. Ha scelto la Cina perché crescita demografica e mercato di massa si sposano. Dove ci sono consumatori c’è Apple. Buffett pensa questo e investe, vede un’opportunità e rischia. Per fortuna ci sono anche gli altri produttori. Mangiare solo mele alla fine annoia.

 

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