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Maschere e mascherine

Ci proteggono dai contagi, ci salvano la reputazione e a volte pure l’identità. Dalla Morte rossa di Poe al Carnevale

10 Febbraio 2020 alle 10:06

Maschere e mascherine

Indossarle può essere semplice trasgressione, come le maschere che durante il Carnevale di Venezia permettevano a Casanova di andare per avventure amorose senza troppo impegno (foto LaPresse)

"Dateci le mascherine!”, invocano i cinesi. È diventato un simbolo del coronavirus la mascherina sanitaria che sempre più gente indossa. Si è scoperto che venivano fabbricate giusto a Wuhan, anche se ormai nella Repubblica popolare cinese si fa fatica a trovarle. Ora Papa Francesco ha deciso di donarne almeno 600 mila alle autorità cinesi, un tempo persecutrici di cattolici. Anzi, in realtà al di là della “politica orientale” di Bergoglio, non è che i fedeli siano tuttora trattati molto meglio...

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Maurizio Stefanini

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri", "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone" e ultimo "Alce Nero un «beato» tra i Sioux". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica).

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