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Ercole Patti, che sapeva distruggere il fanatismo della purezza

Una vita tra Catania e Roma, tra giornali, critica cinematografica e letteratura. Scriveva con “l’arte di chi ha imparato a troneggiare sul magma erotico e caotico dell’esistenza”

24 Giugno 2019 alle 12:56

Ercole Patti, che sapeva distruggere il fanatismo della purezza

Una scena di “Un bellissimo novembre”, diretto da Mauro Bolognini, tratto dall'omonimo romanzo di Ercole Patti. Con Gabriele Ferzetti e Gina Lollobrigida

Tutto comincia con un precoce esordio, non su un giornale qualunque ma su quell’officina di idee che è Il Corriere dei piccoli di Silvio Spaventa Filippi, dove nel 1918 appare una novella intitolata Il chiodino. L’autore, un quindicenne di Catania al quale vanno venticinque lire di compenso, si chiama Ercole Patti e viene dall’alta borghesia etnea, è figlio di un avvocato, Luigi, e di Mariannina, proprietaria di un palazzo e di un vigneto a Trecastagni, tra il mar Jonio e...

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