Scherzi, a parte il Covid

Maurizio Milani

E se il primo governo Conte fosse stato ancora in carica all’inizio dell’epidemia? L’Isolato fisso rivede la sceneggiatura di “Sliding Doors” per una pazza controstoria di questi mesi

Facciamo finta che il governo Conte I sia ancora in carica. Niente crisi di agosto 2019. Come sarebbero andate le cose in questi ultimi tre mesi? Ecco, vi spiego (in modo esatto). Il 21 di febbraio vado in edicola alle 6 e 30, e la signora mi fa: “E’ arrivato il terrore”. Io: “Perché, si è rotta la fogna?”. Lei: “Peggio, al pronto soccorso c’è il primo caso in Italia e in Europa di coronavirus”. Io: “Proprio qui?”. Lei: “Sì, proprio qui a 500 metri”. Da quel momento siamo diventati tutti scemi, chi subito, chi dopo alcuni giorni. Alle 10 e 30, sempre di quel venerdì 21 febbraio, vedevo alcuni miei concittadini che facevano scorte di scatolette di tonno e legumi con le borse della spesa. Io chiedo: “Come mai?”. Uno di loro: “Adesso mi chiudo in cantina, ho sottaceti, salumi, ortaggi per 10 anni. Mi mancavano gli sgombri”. Io: “Hai anche le cipolline di Tropea sottaceto?”. Lui: “Certo”. Io: “Dammi l’indirizzo che stasera vengo anch’io”.

  

  

Alle 10 e 30 di quel venerdì 21 febbraio vedevo alcuni miei concittadini che facevano scorte di scatolette di tonno e legumi

Subito la regione Lombardia si attiva e manda a Codogno un furgone di uova. Gli è stato detto al presidente Fontana, dal primo virologo che ha contattato: “Aumentano le difese immunitarie”. Ci consigliavano di sbattere solo il tuorlo con lo zucchero, l’albume buttarlo via nel primo tombino distante non più di 10 metri da casa. Dicono che sia il miglior antivirale della storia, anche Fauci dagli Stati Uniti lo dice. Il delirio ha inizio. Mentre i due anziani coniugi cinesi ricoverati a Roma allo Spallanzani sono seguiti da 15 medici e 120 paramedici, il primo ministro Conte vorrebbe dichiarare zona rossa Codogno e 10 comuni. Pure il comune di Vo’, in Veneto. Salvini come ministro dell’Interno però si oppone. Ecco il suo intervento al Senato: “Colleghi! Non possiamo blindare 50 mila lombardi e veneti, anche perché ho visto ieri al bar Magenta a Milano il virologo dell’Olimpia Basket che mi ha detto ‘Matteo chiudere un focolaio quando c’è un’epidemia in corso non serve a niente. Anche perché chissà da quanto tempo gira il virus in quelle zone. Inutile chiudere l’ultimo covo dove ha dormito questo sporco latitante. Ti consiglio di puntare sull’immunità di gregge’”. Salvini gli chiede: “Cioè?”. Virologo: “Se tu metti un bambino con la varicella insieme ad altri quattro bambini che non l’hanno, dopo un’ora sono guariti tutti e cinque. Non si è mai capito il perché, ma così succede”. Tutto il Senato applaude. La ministra della Salute Giulia Grillo invece telefona allarmata a Conte. Ecco la telefonata intercettata dal Foglio.

 

Giulia Grillo: “Giuseppe, ma Salvini è impazzito? Non vuole circoscrivere la zona contagiata”.

Conte: “Sì, ho saputo, lo sai meglio di me che comandano Luigi e Matteo. Prova a sentire Di Battista”.

La Grillo telefona a Di Battista: “Pronto Alessandro hai sentito…?”.

Di Battista: “Sì, però non posso dirti il da farsi, essendo naturopata ma non virologo. Telefona a Casaleggio”.

Il ministro della Salute chiama: “Pronto Casaleggio Associati?”.

“Attendere prego”.

“Ma quale attendere, mi passi il titolare. Sono il ministro della Salute, è un’emergenza”.

“Pronto Giulia sono Davide, cosa succede?”.

“Davide cosa facciamo?”.

“Chiudete tutto?”.

“Anche dove il virus non c’è?”.

Casaleggio: “Sì, tutto tutto”.

Intanto Di Maio sale al Colle per informare il capo dello stato. Ecco il colloquio riservato che il Foglio è riuscito ad avere senza permesso.

Di Maio: “Presidente, Salvini vuole comandare tutto lui nonostante noi Cinque stelle abbiamo il doppio dei parlamentari”.

Mattarella: “Sì, però i sondaggi dicono il contrario. Meglio non litigarci con la Lega. Non avete ancora nominato un virologo di stato?”.

Di Maio: “No”.

Mattarella: “E cosa aspettate a far le nomine! Nominate 10 immunologi, 12 infettivologi, 15 virologi, 10 epidemiologi, 25 pneumologi. Tutti consulenti di governo, non badiamo a spese”.

 

Via al Renzi II. Voci che danno Maria Elena Boschi al Quirinale. L’Agenzia del farmaco ad Amalfi, la Coppa America a Sorrento

Nel frattempo Chiara Ferragni e Fedez raccolgono 170 milioni di euro di beneficenza per il San Raffaele. Berlusconi invece di propria tasca dona alla Sanità lombarda Canale 5. Valore stimato 2 miliardi di euro, che da quel momento in poi diventa network ufficiale della regione Lombardia, in guerra con la Rai che è il network del governo. Infatti nei talk dell’una ci sono virologi pro Salvini che dicono “Meglio non lavarsi le mani, anzi meglio tenerle sporche che aumentano le difese immunitarie”. Mentre la Rai ospita virologi che dicono “lavatevi le mani, state distanti, disinfettate le maniglie dei portoni”. A quel punto interviene Toninelli, che da Barbara d’Urso dice: “Basta con questa confusione nell’esecutivo. Si fa come dice Beppe”. Il fondatore del Movimento rompe il silenzio di mesi e mesi rilasciando un’intervista esclusiva a Luca Roberto sul Foglio: “Il governo deve andare avanti. Il ministro della Giustizia Bonafede e della Difesa Trenta devono ordinare l’uno alla polizia penitenziaria e l’altra alle forze armate i seguenti arresti: Attilio Fontana, presidente Lombardia; Luca Zaia, presidente Veneto; Vincenzo De Luca, presidente Campania…”. Insomma una lunga lista che potete vedere sul Foglio con intervista integrale. Salvini viene a sapere del golpe, e allerta i questori di tutta Italia come ministro dell’Interno. Si teme uno scontro tra Polizia di stato e forze armate. Mattarella telefona a Salvini e lo convince a lasciar correre, assecondando Grillo. “Matteo, non sono veri arresti. I soggetti in questione verranno ospitati sulle isole Tremiti. E il governatore Emiliano mi ha garantito che saranno serviti e riveriti come turisti di prima classe”.

 

Intanto l’epidemia dilaga, non solo in Italia, e il ministro del Turismo Centinaio telefona preoccupato a Salvini: “Matteo, i turisti stranieri hanno disdetto per il 100 per cento il gran tour in Italia. Gli albergatori mi chiamano per dirmi che era meglio quando votavano Forza Italia. Anzi, Democrazia cristiana”. Salvini: “A questo punto il dado è tratto. Ho chiamato Silvio e Giorgia. Rientriamo nel centrodestra. Ci sono 40 responsabili grillini. Conte è cancellato. Nasce oggi il governo Tajani I”. Le cose vanno così. Vengono confermati tutti i ministri della Lega e buttati fuori tutti quelli grillini. A esempio, al posto di Di Maio al Lavoro viene messo Briatore Flavio, che dai banchi del nuovo governo dice: “Si tiene tutto aperto, virus o non virus. Quando gli alleati sono sbarcati in Normandia non è che aprendo i portelloni degli anfibi hanno detto ‘ci sono i tedeschi in acqua, svignamocela’. No. Si sono detti ‘Vada come deve andare’. Meglio trenta giorni da leone che cento da pecora. Uno da leone è troppo poco, non esageriamo…”. Questa esternazione viene diffusa su tutte le tv, e riscontra un gradimento del 99 per cento, mai visto. Mattarella è un po’ preoccupato della piega che sta prendendo, anche perché tutti gli altri stati tranne la Svezia adottano il lockdown. Questa curiosa parola diventa in breve molto famosa tanto che un gestore in Romagna inaugura la discoteca “Lockdown”, a Cesenatico. Durante il primo governo Tajani l’economia tira da matti. Avendo gli altri stati chiuso tutto l’Italia ruba fette di mercato. La Borsa di Milano festeggia e supera come valore quelle di Parigi e Francoforte messe insieme. A questo punto però entra in scena l’Organizzazione mondiale della sanità, che obbliga il governo al lockdown. Salvini, che intanto ha sostituito alla Farnesina Moavero Milanesi con Lucia Borgonzoni, vola da Trump. Ecco il colloquio:

 

Trump: “Matteo ti stimo, perché hai avuto più coraggio di me e Boris, che volevamo fare come hai fatto tu. Mark Zuckerberg e Bill Gates me lo hanno impedito. Poi ti stimo anche perché hai messo il mio amico Briatore al governo. Te la senti di fare il mio segretario di stato al posto di Pompeo?”.

Salvini: “Sì, mi dispiace per Pompeo però…”.

Trump: “Non preoccuparti, avendo il doppio passaporto, Pompeo va al Viminale al posto tuo”.

Salvini: “Un attimo che telefono a Putin”.

Sempre telefonata intercettata dal Foglio.

Salvini: “Pronto Vladimir, scusa il disturbo. Donald mi vuole come segretario di stato Usa. Tu sei d’accordo?”.

Putin: “Ma certo, sono favorevole. Anch’io oggi sto nominando Berlusconi segretario generale dell’Onu. E se Trump mi appoggia, è fatta. La Cina e l’Inghilterra sono d’accordo, manca la Francia. Ma il presidente Macron mi ha detto che se facciamo Christine Lagarde presidente della Bce lui non pone veti su Berlusconi all’Onu”.

Salvini: “Benissimo, così aboliamo tutte quelle agenzia come l’Unesco, la Fao, l’Unicef, che non servono niente…”.

Putin: “Va bene ciao, saluta Donald…”.

Salvini “Va bene non mancherò. Scusa Vladimir, dici di far entrare la Turchia nell’Ue?”.

Putin: “Senti Colao, mi fido. Ciao”.

 

Durante il primo governo Tajani l’economia tira da matti. Un gestore in Romagna inaugura la discoteca “Lockdown”

Intanto all’università di Napoli Federico II si scopre un farmaco che ti fa guarire dal Covid-19. Subito il brevetto viene venduto alla multinazionale farmaceutica dei fratelli Stanga, a un prezzo che copre l’intero debito pubblico italiano. Subito le agenzie di rating elevano l’Italia al massimo (AAA+++). Anche l’Accademia reale di Svezia, nonostante appena ieri sia stato assegnato il Nobel per la medicina, ne assegna altri cinque agli scienziati della Federico II, per meriti mai visti. Tajani li fa senatori a vita, anche se non spetterebbe a lui però ormai sono saltati tutti i pesi e contrappesi. Le frecce tricolori sfilano sulla Casa Bianca in segno di gratitudine all’Italia. Tutte le nazioni ci celebrano per aver scoperto il farmaco. A fianco di Tajani c’è sempre Giorgetti, il vicepremier, da tutti considerato il nuovo Richelieu. Intanto a Cuba alcuni esuli grillini, tra cui Di Battista, tramano per rovesciare il governo Tajani. Venuto a sapere ciò, Tajani con spirito di servizio e alta considerazione delle istituzioni, anche per evitare l’intervento della Marina (rimasta fedele al defenestrato ex ministro Trenta, sostituito da Pecoraro Scanio), dà le dimissioni. Gesto nobile e apprezzato da tutto il Parlamento. Si procede a un mini rimpasto, con David Sassoli presidente del Consiglio, che viene richiamato da Bruxelles dove ricopriva l’incarico di presidente del Parlamento europeo. In pratica non cambia niente. Si dà ai grillini un dicastero per tenerli buoni, e a Di Battista la direzione del Fatto quotidiano. Nel governo Sassoli si procede a centralizzare la sanità e abolire le regioni. Ecco uno stralcio del discorso della presentazione del governo Sassoli al Senato:

 

“L’Italia ha una lingua, una religione e un fuso orario. In Svizzera anche se è più piccola parlano tre lingue diverse. Lì il federalismo ha un senso, qui da noi no, per cui da oggi tutte le competenze sono del governo, sanità compresa”.

 

Marine Le Pen chiama Salvini per dire: “Bravo, hai centralizzato tutto a Roma”. Succede che la Liga veneta e i bossiani si offendono, e decidono di non andare più a votare la fiducia al governo, facendolo traballare. A puntellarlo interviene Italia Viva, che in questo periodo ha fatto una campagna acquisti di 160 parlamentari. Sassoli per ringraziare cede la campanella, la cerimonia è meno mesta del primo governo Letta e comincia il governo Renzi II. Renzi conferma tutti i ministri del precedente governo Sassoli. Subito si tiene un G7 alle Terme di Saturnia. I grandi della Terra rimangono così colpiti dalla bellezza di quei posti che invitano i loro cittadini a farvi visita. L’Italia diventa il paese più visitato al mondo, non lo era da anni. Visti i meriti sul campo, l’Agenzia europea del farmaco, che prima aveva sede a Londra e dopo la Brexit ad Amsterdam, si sposta a Siracusa. Che però rinuncia per cui viene data ad Amalfi. Che accetta, anche perché sono 2 milioni di posti di lavoro in più e decine di milioni di euro di trasferimenti dall’Europa. Nel frattempo l’Italian Style si fa largo nel mondo e Mario Draghi viene chiamato a fare il presidente della Federal Reserve. Colao stacca Twitter e Whattsapp da Facebook, e i primi due diventano italiani. La famiglia che controlla i due social è la Impregilo Salini, quella che ha costruito il ponte di Genova.

 

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Purtroppo molti tifosi dell’Inter, venendo a sapere che il governo cinese ha nascosto le notizie sulla diffusione del coronavirus, non tengono più per la squadra nerazzurra. Si spostano sul lago di Como e da qui l’esigenza di un nuovo stadio da 150 mila posti. Sempre costruito dall’Impregilo. Lo stadio viene così bello che 20 tra le società di calcio più importanti al mondo ordinano a Impregilo di fargli uno stadio nuovo. Salvini al governo impone a tutto il mondo dello sport di non fermarsi. Il lockdown vigente negli altri paesi alimenta una gran fame di eventi sportivi, ed essendo il nostro l’unico paese in cui si continua a giocare i diritti televisivi dei nostri campionati raggiungono un valore mai visto (Udinese-Lecce della penultima giornata viene vista da 58 milioni di spettatori, 15 dei quali dall’Indonesia). Comunque governo Conte I o governo Conte II, la televisione la fa sempre da padrone, e dopo i cuochi lancia i virologi. Non so perché i virologi non sfruttano questa notorietà per diventar parlamentari, come ha fatto il comandante De Falco dopo l’interpretazione contro Schettino. Però fatti loro.

 

In questo confondersi di ruoli e libertà costituzionali negate, si parla insistentemente di Maria Elena Boschi al Quirinale. L’obiezione è che non ha l’età, ma anche qui si potrebbe fare uno strappo e avere la prima donna presidente della Repubblica italiana. Intanto i 4 milioni di pensionati all’estero non ricevendo più la pensione dall’Inps decidono di assaltare le ambasciate italiane, specialmente il consolato italiano di Tenerife. L’Inps decide di mandare un mediatore nella figura del già senatore Razzi. Egli riesce a redimere la cosa, diventa così autorevole (anche in Portogallo) da essere nominato Alto commissario dell’Ue per i rapporti con l’Asia. La prima cosa che fa è spostare la finale di Coppa America di Vela da Auckland a Sorrento. E fa vincere Luna Rossa. La famosa coppa che è stata per tanti anni nello yacht club di New York la potete ammirare oggi nella redazione del Foglio.

 

Insomma, le cose sarebbe andate così se Salvini quel pomeriggio al Papeete non si fosse innamorato di quella ballerina leopardata sulla spiaggia, detta Mata Hari, spia del governo tedesco. Lui come pegno d’amore le avrebbe detto: “Sai cosa faccio oggi per te amore?”. Lei: “Cosa?”. Lui: “Faccio saltar giù il governo”. Mata Hari: “Davvero faresti questo per me?”. Salvini: “Guarda il tg1 stasera…”. Lei: “Se puoi sostituisci anche il conduttore, che non mi piace”. Lui: “Chi vuoi che ci metta?”. Mata Hari: “Mio fratello può andare, è laureato in Scienze della comunicazione e parla un italiano fluente”. Salvini: “Senti bella, va bene tutto ma questo non posso farlo”. Lei: “Ti amo, volevo vedere se avevi carattere. Non mi piacciono gli uomini che fanno tutto quello che gli dicono le morose”. Salvini: “Perché, siamo morosi?”. Lei: “Certo”. E subito corre a chiamare la Merkel per dirle: “Missione compiuta. Il primo governo antieuropeista d’Europa è caduto”.

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