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La vicenda del ponte Morandi conferma che il discorso incivile ha ormai allagato quasi tutto

La classe forcaiola è alla ricerca di un capro espiatorio per scaricare il suo autoritarismo ma a Genova “il” colpevole non c’è, e basta leggere per capirlo

7 Settembre 2018 alle 20:18

La vicenda del ponte Morandi conferma che il discorso incivile ha ormai allagato quasi tutto

Foto Imagoeconomica

Non c’è alcun colpevole per il crollo del ponte. E’ quanto traspare dall’inchiesta del New York Times e dai primi atti della magistratura, oltre che da giudizi domestici, anche di osservatori che si pongono in atteggiamento censorio. Ne so poco, anzi niente, di ingegneria. Ma so leggere. E’ saltato un tirante, quello del pilone numero nove, o la sua staffa. Che si arrivi a stabilire un perché, nel senso univoco di un rapporto di causa ed effetto, è difficilissimo, direi...

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  • giantrombetta

    11 Settembre 2018 - 07:07

    Meglio non si poteva analizare e descrivere l’orizzonte miserrimo di una classe dirigente forcaliola, caro Giuliano. E infatti ci tocca ogni giorno sentire un bibitaro che pro tempore s’e’ ritrovato ad essere vice premier del governo di uno dei paesi più importanti d’Europa e dell’Occidente arringare il popolo che il colpevole del crollo del ponte lui e il suo governo l’hanno già invividuato in Benetton. Che al momento non risulti nemmeno nel primo elenco degli indagati non conta nulla. Siamo alla gogna politica e mediatica preventiva, che addirittura precede quella giudiziaria che purtroppo abbiamo ben conosciuto. Siamo al rovesciamento del principio costituzionale che impone di considerare innocente ogni cittadino finché la sua colpevolezza non sia stata sancita da sentenza definitiva dei magistrati. Chi governa bolla come colpevole chi e’ manco indagato, e promette al, popolo di punirlo se non, per ora metaforicamente, giustiziarlo. E chiamala, se vuoi, eversione...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    09 Settembre 2018 - 12:12

    Lei lo definisce discorso incivile. Ok. Civile, da civis, cittadino. Cittadino è titolare di diritti e di doveri. Discorso civile, discorso da cittadino che non separa culturalmente i dovei dai diritti. Ma se si agisce in base al principio che sia un diritto ignorare o minimizzare i doveri, sono guai. La globalizzazione di questa impostazione produce discorsi incivili. Che allagano quasi tutto. Semplice logica. Ma la semplice logica genera immani complessità. Sembra un paradosso, invece è una costante. Culturalmente necessaria. Già. Uscendo da l’espace du matin, personalizzare, dettagliare, sfruculiare, sminuzzare, aiuta? Nescio

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  • r.carletti73@gmail.com

    r.carletti73

    08 Settembre 2018 - 18:06

    Nel nostro paese non è necessario capire realmente cosa succede quando accadono tragedie ma trovare un colpevole pensando che così facendo si risolvono i problemi ma in questo modo si ottengono vittorie di Pirro

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  • Missi

    08 Settembre 2018 - 08:08

    Un articolo straordinario, che condivido riga per riga

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