La nave della Guardia costiera Italiana al porto di Trapani. Foto LaPresse

I migranti della Diciotti sono a Trapani. Mattarella sblocca la situazione

Redazione

Salvini non commenta l'intervento del Colle, ma dice: "Andrò fino in fondo finché qualcuno non venga assicurato alla giustizia". Per Di Maio "in situazioni come questa le procedure devono essere più veloci"

Dopo cinque giorni a bordo della nave Diciotti e oltre otto ore di attesa al porto di Trapani i 67 migranti bloccati dal ministro dell'Interno Matteo Salvini sono stati autorizzati ieri sera a lasciare l'imbarcazione per essere portati nelle strutture di accoglienza siciliane. A sbloccare la situazione è stato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in serata ha telefonato al premier Giuseppe Conte chiedendogli di intervenire per permettere lo sbarco dei migranti. Conte, da poco rientrato in Italia dal vertice Nato di Bruxelles, ha sentito Salvini – che ieri da Innsbruck aveva chiesto l'arresto dei responsabili del presunto dirottamento del rimorchiatore privato Vos Thalassa come condizione per autorizzare l'attracco – e il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli. "Sta per iniziare lo sbarco dei migranti che sono a bordo della nave Diciotti", ha poi comunicato il premier intorno alle 22. 

  

Ieri, sulle pagine della Verità, il quotidiano di Maurizio Belpietro che di sicuro non può essere accusato di essere morbido nei confronti dei migranti o aggressivo in quelli del governo, emerge una versione molto diversa da quella diffusa dall'esecutivo. Un'intervista rilasciata dal responsabile tecnico della Vroon Offshore Services, la società di Genova proprietaria del Vos Thalassa, spiega che a bordo del rimorchiatore ci sarebbe stata molta agitazione, ma nessun ammutinamento.

   

  

I primi a scendere dalla nave, accompagnati da due agenti della Digos, sono stati due giovani uomini, indagati per violenza privata in concorso, per avere minacciato l'equipaggio della nave Vos Thalassa che li aveva recuperati in acque internazionali. Subito dopo sono scese le tre donne, una delle quali con una ferita a un piede, e i sei bambini a bordo. Due sono minori non accompagnati, un pakistano di 16 anni e un egiziano di 17. I migranti provengono soprattutto dal Pakistan ma anche dal Sudan, dalla Libia, dalla Palastina, Marocco, Algeria, Egitto, Ciad, Nepal, Yemen, Ghana e Bangladesh. La Procura di Trapani, guidata da Alfredo Morvillo, continua intanto le indagini su quanto accaduto sulla nave Vos Thalassa.

   

Intanto questa mattina i due vicepremier sono intervenuti a commentare quanto accaduto, mentre da parte del premier Conte non c'è stata più alcuna comunicazione. "Andrò fino in fondo finché qualcuno non venga assicurato alla giustizia", ha detto Salvini, senza entrare nel merito della decisione del Colle. "Il ministro dell’Interno deve garantire la sicurezza degli italiani, ho semplicemente chiesto chiarezza e indagini per capire chi ci fosse sulla nave".

    

  

"Non so se abbia esagerato o meno, non me ne frega niente". Il commento a proposito di come Matteo Salvini ha gestito il caso e dei rapporti tra Viminale e Colle è di Luigi Di Maio. "La cosa importante è che con l'intervento del presidente della Repubblica si sia sbloccata la storia. Dobbiamo fare in modo che quando ci sono questioni del genere le procedure siano più veloci. La nostra preoccupazione era fare in modo che chi aveva aggredito l'equipaggio del rimorchiatore fosse perseguito; abbiamo aspettato qualche tempo per riuscire a capire se sarebbero stati perseguiti e a quel punto è intervenuto il Presidente". 

   

"Una cosa deve essere chiara – ha aggiunto Di Maio – se ci sono navi che intervengono per salvataggi e addirittura qualcuno prova ad aggredire l'equipaggio, l'Italia deve dare segnali chiari: perseguire chi si comporta in questo modo. Credo che abbia competenza la magistratura, lo dicono le leggi dello Stato, ma bisogna dare un messaggio chiaro: i cittadini si aspettano che la giustizia trionfi sempre. Bisogna accertarsi che le persone siano state individuate e devono essere perseguite: salvare è giusto ma un minimo di riconoscenza nei confronti del nostro Paese ci deve essere"