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Liliana Segre, il volto dell’Olocausto italiano

Il presidente della Repubblica la nomina senatrice a vita. Un gesto di grande valore contro il negazionismo 

19 Gennaio 2018 alle 15:57

Liliana Segre, il volto dell’Olocausto italiano

LaPresse/Marco Alpozzi

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato senatrice a vita Liliana Segre, per “aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”. Dei 776 bambini italiani che vennero deportati ad Auschwitz, Liliana Segre fu tra i soli venticinque che tornarono indietro. Il padre e i nonni vennero uccisi all’arrivo nel campo di sterminio. Per quarant’anni si è rifiutata, come tanti altri che si sono salvati, di parlare di quello che le era successo. Poi l’urgenza di non smettere più.

Da molti anni, assieme a Shlomo Venezia, la signora Segre è diventata il volto dei sopravvissuti italiani all’Olocausto. Mattarella sa bene che stiamo attraversando un periodo, ormai piuttosto e purtroppo lungo, di acceso e aperto negazionismo dell’Olocausto, di banalizzazione della sua memoria e di feroce antisemitismo di ritorno. Aveva tredici anni Liliana Segre quando fu deportata e non sapeva ancora che essere ebrea, anche se italiana, fosse una colpa. Oggi è di nuovo una colpa essere ebrei in Europa. Per questo la nomina di Liliana Segre ha un grande valore, oltre che politico, anche morale. Fra una settimana si celebrerà la Giornata internazionale di ricordo della strage dei sei milioni di ebrei europei. Una ricorrenza che rischia da tempo di incartarsi in un rito della memoria, stanco e senza più richiami nella società né significato politico. Il Senato italiano che accoglie Liliana Segre gliene restituisce un po’. Il viaggio di Liliana Segre non è ancora finito.

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Commenti all'articolo

  • lorenzolodigiani

    20 Gennaio 2018 - 23:11

    Pensavo, sinceramente, che Il Foglio accogliesse con maggiore entusiasmo la notizia della nomina a senatrice della signora Segre. Un gesto significativo del Presidente della repubblica ed inequivocabile contro il razzismo di ieri e di oggi.

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  • mariellam

    20 Gennaio 2018 - 17:05

    Contentissima della nomina a senatore a vita della signora Segre. Personalmente penso che sulla terra ci sia una sola razza: quella umana che non ha nè individui superiori, nè individui inferiori. Bisogna lavorare per superare il concetto di razze, bisogna lavorare per l'uguaglianza di tutti.

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  • adebenedetti

    19 Gennaio 2018 - 21:09

    Speriamo che il presidente Mattarella sia sempre in prima linea anche contro l`antisemitismo che ritorna sotto altre e piu subdole sembianze. Il ricordo del passato deve far si che non si creino piu` le premesse di un nuovo olocausto che molti nel mondo stanno da anni predicando nell`indifferenza di coloro che oggi pensano di lavarsi la coscienza grazie a questa graditissima onorificenza e quindi continuare a fare affari con coloro che vogliono ultimare l`opera di Hitler e soci.

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  • ceva.paola

    19 Gennaio 2018 - 21:09

    Del resto nel suo discorso di insediamento, il presidente Mattarella, di tutte le vittime di tutti i terrorismi, volle ricordare forse la più piccola e dalle cronache dimenticata, quel bimbo di soli due anni, Stefano Taché, ucciso nell'attentato alla sinagoga di Roma nell'ottobre del 1982. Per molti, allora, quel gesto fu una sorpresa, non sorprendiamoci anche oggi. Un presidente... coerente.

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