il lutto

La camera ardente in Campidoglio per l'ultimo saluto a Sandra Milo

"Ha sempre combattuto per le battaglie civili", dice commossa la figlia. Rutelli: "Il suo David alla carriera è il più meritato". Il ricordo dei rappresentanti delle istituzioni e dei cittadini

"Mia madre ha sempre combattuto per le battaglie civili, per gli ultimi, per la violenza alle donne negli anni '60 quando nessuno ne parlava, per il diritto al divorzio, all'autodeterminazione delle donne, alla carriera, agli stipendi uguali. Perfino per il fine vita, si è battuta perché nessuno soffrisse", ha detto commossa Debora Ergas, nella sala della Protomoteca del Campidoglio, ricordando la madre, Sandra Milo, scomparsa ieri all'età di novant'anni.

Assente il sindaco Gualtieri in missione a Bruxelles, ad accogliere il feretro della Milo è stato l'assessore alla Cultura di Roma, Miguel Gotor. "Stiamo ricordando una delle più grandi attrici italiane del secondo Novecento che ha legato la sua vita e la sua esperienza professionale ai più grandi registi del nostro cinema, a partire naturalmente dal sodalizio con federico Fellini, e dell'aver fatto parte di un capolavoro della storia del cinema come Otto e mezzo", ha detto Gotor.

Tanta la gente che ha voluto portare un ultimo fiore sul feretro della Milo. Presente anche Francesco Rutelli, presidente dell'Anica, che ha voluto rendere omaggio all'attrice. "Tutto il cinema del dopoguerra lei lo ha attraversato, caratterizzato e raccontato e noi siamo qua a renderle l'omaggio che merita", ha detto Rutelli, che ha ricordato l'assegnazione alla Milo del David di Donatello alla carriera, nel 2021. "Si discute sempre se si debba dare il David a grandi intellettuali o figure del popolo. Lei era una donna intelligente e amata dal popolo, non c'è un David più meritato di questo. L'ha resa felice e il sorriso con cui lo ha ricevuto lo porteremo con noi", ha concluso Rutelli. I funerali si svolgeranno domani, a Roma, nella Chiesa degli artisti.

 

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