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Chi sfila e chi non paga

Ronaldo ha pagato 18 milioni ed è stato criticato dai media. Ma nessuno ha notato che un signore in divisa deve ancora restituire 49 milioni

24 Gennaio 2019 alle 06:00

Chi sfila e chi non paga

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini (Foto LaPresse)

Giusto per smentire Filippo Facci. Uno che il fatturato non lo cala affatto e, quanto a gusti personali, è così metrosexual che anche quelle scalmanate del #metoo hanno smesso di scassargli las pelotas persino in caso di stupro, ebbene esiste: sì è lui, CR7. Il miracoloso miracolante che non ne sbaglia una, che sbaraglia tutti, che anche i tifosi avversari spendono il doppio per andare a vederlo giocare, e spazzolare la propria squadra. Uno che, fosse italiano, sarebbe da mandare all’Unesco. L’altro giorno è tornato a Madrid, in elegante e invidiabile compagnia, è andato in tribunale e ha pagato sull’unghia 18 milioni e rotti di soldini non versati al fisco, e lì è gente che su queste cose si incazza.

 

Poi è uscito sorridente come se gli avessero dato il Pallone d’oro, tanto per lui son bruscolini. Ma apriti cielo, nel nostro paese di evasori assurdamente livorosi con le evasioni degli altri. Maledetto, gli hanno detto, evadeva il fisco e fa pure la sfilata, sorridendo come Battisti. Lo hanno scritto anche certi giornaloni. Ma non uno che abbia notato, coraggiosi come sono, che qui in Italia c’è uno decisamente meno sexy di CR7 che sfila tutti i santi giorni con le felpe e le giacchette rubate ai servitori dello stato, e che al fisco deve 49 milioni ma non li pagherà mai. Anzi ieri è riuscito, siccome sta al governo, a salvare il Senatùr e il Trota per quella brutta storia di quattrini indebitamente occultati a furia di dribbling coi diamanti. Fossimo Libero, scriveremmo: il frocio col culo degli altri.

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Commenti all'articolo

  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    24 Gennaio 2019 - 10:10

    E' chiaro che a Crippa il Cap. sta sui maroni, ma non è lui a dover rimborsare quei soldi, che fra l'altro curiosamente sono lievitati fino a 47 milioni, quando ne sono stati contestati una infima parte. E' la Lega, in particolare gli amministratori del tempo a doverlo fare. In casi analoghi avvenuti in precedenza (vedi Margherita) non risulta che siano stati chiesti al partito (che fra l'altro non c'è più). Salvini avrebbe agevolmente superato il problema cambiando nome alla Lega: non l'ha fatto credo per coerenza e ha stipulato un accordo con la magistratura per la rateizzazione. Non risulta che altri abbiano agito in modo così trasparente né abbiano restituito somme contestate.

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  • guido.valota

    24 Gennaio 2019 - 10:10

    Mi sa che ha colto il punto con gli evasori livorosi per le evasioni degli altri. Mica tanto ‘assurdamente’, considerando il tasso di invidia sociale ben riscontrabile oggi. Il livore diventa però un collante quando tutti, o moltissimi, sono ricattabili. Si accompagna a omertà e perfino solidarietà, come nei casi del datore/lavoratore in nero oggi non a caso ministro del lavoro, e dell ‘oracolo dell’honestà (degli altri, siempre) in debito col fisco e coi fornitori.

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