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Tutor e sovranismo

Sistemi di controllo della velocità spenti su tutto lo Stivale. Niente più limiti. Si potrà correre, sovranisti sul proprio asfalto. Almeno finché non torneremo a fare il pieno con le diecimila lire

29 Maggio 2018 alle 20:49

Tutor e sovranismo

Una scena da Il Sorpasso di Dino Risi

Sì, viaggiare. Evitando le buche più dure. E’ in arrivo l’estate torrida e pazza in cui l’Italia correrà a rotta di collo come un’auto senza conducente (ma non nel senso della Google car) verso la fatale sbandata elettorale fuori dall’Europa. Ma gli italiani non si danno per preoccupati, anzi oggi hanno un motivo in più per pensare che lo stellone antisistema brilli sulle loro zucche come un sorridente solleone. E’ ormai chiaro che finalmente le regole possono andare a farsi un bagno, con i loro simboli più biechi. Come i lampeggianti della Stradale, come la casta della Società Autostrade. Come gli odiosi tutor. Diventa operativa la sentenza della corte di Appello che ha dato ragione, contro Società Autostrade, alla ditta che ha inventato il sistema di controllo della velocità, e il cui brevetto è stato copiato. Tutor spenti su tutto lo Stivale, niente più limiti, niente più ossessivo controllo della velocità di crociera. L’autostrada della vacanza segnerà la sua lontananza: della multa. Si potrà correre, sovranisti sul proprio asfalto. Esattamente come in Germania, ohibò, dove in autostrada non c’è nessun limite. Benedetti populisti, ma davvero volete dire ciaone a Frau Merkel e alla sua guida spericolata? E all’Europa a tutta velocità, in cambio dell’Europa a due velocità, noi ad arrancare con un pieno di lirette? Correremo felici in un’estate a tutto gas. Almeno finché non torneremo a fare il pieno con le diecimila lire, poi i bancomat e i distributori chiuderanno. E allora forse l’unico che sfreccerà, in direzione Savona, sarà il ricco avvocato Conte, con la sua Ferrari.

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