Zitti tutti, parla il Papa

Matteo Matzuzzi

Oggi il discorso al Corpo diplomatico. Si capirà quanto dura sarà la condanna nei confronti di Trump

Massima attenzione, oggi, per il discorso al Corpo diplomatico che il Papa pronuncerà davanti ai diplomatici accreditati presso la Santa Sede. Con i venti di guerra che soffiano nel vicino e medio oriente, sarà interessante ascoltare quel che Francesco dirà dopo l’invito all’autocontrollo dato domenica scorsa all’Angelus. I destinatari erano sì tutti gli attori in gioco – americani e ayatollah – , ma è chiaro anche al più piccolo dei bambini presenti in piazza San Pietro che il pensiero di Jorge Mario Bergoglio fosse rivolto a Donald Trump, reo d’aver autorizzato l’assassinio di Qassem Suleimani, macellaio iraniano che sulla coscienza ha talmente tanti morti – anche civili, benché sovente pure tra gli osservatori cattolici e paravaticani questo “dettaglio” venga taciuto, come dimostrano i disperati tweet del priore emerito di Bose, fratel Enzo Bianchi – che il computo complessivo è impossibile. Non è un mistero che la Santa Sede avesse benedetto, con tanto di attestazioni pubbliche, l’accordo sul nucleare – stracciato nel 2018 dall’Amministrazione americana a guida repubblicana – puntando proprio sugli sciiti di Teheran per stabilizzare la regione. Un auspicio probabilmente da riporre nel cassetto, benché – come scrive questo giornale da giorni – i toni sull’imminente Terza guerra mondiale appaiono esagerati. In ogni caso, il Papa andrà ascoltato. Cercando di cogliere anche quanto non dirà esplicitamente: spesso, ciò che si nasconde dietro pause e cambiamenti di tono, rivela molto di più del testo scritto.

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  • Matteo Matzuzzi
  • Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.