Il beato non s’ha da fare
Il Papa cambia idea: Fulton Sheen doveva essere beatificato il 21 dicembre, ma ecco lo stop inatteso
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5 DEC 19
Ultimo aggiornamento: 11:13 AM

Fulton Sheen
Fulton Sheen dovrà aspettare prima di diventare beato. Tutto era pronto per la solenne celebrazione del 21 dicembre, ma all’ultimo da Roma è arrivato l’alt. Niente da fare, bisognerà attendere non si sa bene fino a quando per “ulteriori approfondimenti”. A comunicarlo, con una nota di rammarico, è la diocesi di Peoria, che riassume la vicenda: “Il 18 novembre la diocesi ha ricevuto la formale notificazione che Papa Francesco ha acconsentito al fatto che la beatificazione di Fulton Sheen avesse luogo il 21 dicembre di quest’anno. Tuttavia, il 2 dicembre, la Santa Sede ha deciso di posticipare la data, su richiesta di alcuni membri della Conferenza episcopale”. “Nel clima attuale – prosegue la nota – è importante per i fedeli sapere che non c’è mai stato né c’è ora alcuna accusa circa il coinvolgimento di Sheen in abusi di minori”. Il vescovo mons. Daniel Jenky si è detto “profondamente rattristato” e ancora di più “preoccupato per i tanti fedeli” devoti di Fulton Sheen, un vero e grande profeta della chiesa contemporanea. La causa è andata avanti a lungo, complici beghe sulla traslazione della salma che hanno fatto litigare Peoria e New York, dove fu sepolto nel 1979, quarant’anni fa. Ora l’inusuale stop dopo che il Papa in persona aveva autorizzato il tutto. La sensazione è che ancora una volta, come accaduto nei decenni passati, sia la figura del telepredicatore cattolico a dividere profondamente le gerarchie statunitensi. Amato e detestato in vita, ora anche nella morte. Il tempo dirà se potrà essere annoverato nella schiera dei beati.
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Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.