Luis Antonio Tagle e le giravolte vaticane

Matteo Matzuzzi

Il cardinale filippino potrebbe essere la prima mossa di una grande rivoluzione curiale. Lo dice l’anagrafe cardinalizia

A guardare l’organigramma della curia romana, si nota subito che sono parecchi i cardinali prefetti (o presidenti) giunti al limite d’età previsto dal Codice di diritto canonico. Qualcuno (non pochi) l’ha pure superato quel limite, restando in carica in regime di proroga. Dopotutto, il Papa può disporre come meglio crede. L’osservazione non è banale, perché gli eventuali cambiamenti dell’assetto curiale diranno molto su quel che ha davvero in mente Francesco. Soprattutto, si capirà di più della repentina promozione del cardinale Luis Antonio Tagle a Roma, chiamato da Manila mentre il prefetto di Propaganda fide in carica, il cardinale Filoni, avrebbe avuto ancora un anno e mezzo davanti a sé prima di raggiungere l’età pensionabile. Gennaio e febbraio, insomma, sveleranno il progetto e daranno le risposte attese: il Papa ha voluto a tutti i costi Tagle a Roma perché in lui vede la naturale prosecuzione del pontificato? Oppure la nomina del cardinale filippino è il primo spostamento di peso che attende la curia nei prossimi mesi? Hanno superato da poco i 75 anni i cardinali Marc Ouellet (Vescovi) e Luis Francisco Ladaria (Dottrina della fede). Vanno per i 77 Giuseppe Versaldi (Educazione cattolica) e Leonardo Sandri (Chiese orientali). Ne ha 77 compiuti il cardinale Gianfranco Ravasi (Cultura), mentre il prefetto della congregazione per il Clero, il cardinale Beniamino Stella, ne ha già compiuti 78. Il cardinale Sarah ne ha 74. La nomina di Luis Antonio Tagle, dunque, potrebbe essere la grande ouverture di una rivoluzione ben più sostanziosa.

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  • Matteo Matzuzzi
  • Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.