Solo i protestanti prendono sul serio il cattolicesimo

Antonio Gurrado

Jonathan Pryce, l'attore de "I due Papi", ha riconosciuto che l'autorità spirituale è un compito politico, proprio in quanto destinato a smuovere le coscienze. Ditelo anche ai nostri politici cattolici

Ormai solo i protestanti prendono sul serio il cattolicesimo. Ad esempio Jonathan Pryce, l'attore inglese che interpreterà Bergoglio nel film Netflix in uscita questa settimana, "I due Papi". Nelle dichiarazioni di prammatica per lanciare il film, si è lasciato sfuggire un inciso profondo: sono protestante ma Papa Francesco mi piace come politico - ha detto in sostanza - perché è in grado di smuovere le coscienze. Ora, non so come siano messi in Inghilterra ma è piuttosto ovvio che un uomo di Dio smuova le coscienze; cosa dovrebbe smuovere, il pancreas? Il dettaglio davvero rilevante è tuttavia che Jonathan Pryce abbia sottinteso che la religione non è spiritualità campata in aria, né difesa pittoresca di una tradizione, bensì conversione interiore; che la coscienza non è un'appendice rinchiusa nei conti che un uomo fa con se stesso ma un ponte, uno strumento di relazione con gli altri, con la società; che per questo motivo il ruolo di un'autorità spirituale - Papa, vescovo, sacerdote - non consiste nell'esortare al presepe e controllare che nei tortellini ci sia il manzo ma è un compito politico, proprio in quanto destinato a smuovere le coscienze (vedi sopra). Strano che l'abbia capito un attore inglese protestante sì e molti politici italiani cattolici no.

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