Manifestanti partecipano alla marcia contro l'islamofobia a Parigi (foto LaPresse)

Quando si affrontano Maometto e Voltaire

Perché l’islamismo sta sconfiggendo l’illuminismo

Questo articolo è stato pubblicato sul Foglio Internazionale. Ogni lunedì due pagine a cura di Giulio Meotti con segnalazioni dalla stampa estera e punti di vista che nessun altro vi farà leggere 


 

"Siamo inorriditi. Siamo scandalizzati. Scagliamo invettive in pubblico” scrive Eric Zemmour. “La stella gialla con la scritta ‘Muslim’ attaccata sulla giacca dei bambini ha destato scalpore. Era questo l’obiettivo. La manifestazione contro l’islamofobia mirava a fare del musulmano di oggi l’equivalente dell’ebreo di ieri. Stigmatizzato, ostracizzato, perseguitato dal ‘razzismo di stato’ di Vichy ieri, di Parigi oggi. Le proteste e le emozioni saranno inutili e incoraggeranno solo i convinti. Le misere giustificazioni di Esther Benbassa, la senatrice dei Verdi che posa, sorridente, accanto a uno di questi bambini, sembrano uno sberleffo, quasi un gesto osceno per i suoi detrattori. I Fratelli musulmani che tirano i fili puntano la loro arma principale: la vittimizzazione e la demonizzazione dello stato francese associato a Vichy e, andando oltre, al regime nazista. E non vogliono abbassarla. Ma non sono stati loro ad aver né inventato né scoperto quest’arma. L’ hanno trovata che spuntava dai bagagli di questa sinistra, che, in parte, oggi li raduna al grido di ‘Allah Akbar’. E’ la sinistra antirazzista e il suo areopago di attori e di associazioni che, nel 1995, indossato il pigiama a righe dei deportati, si erano dati appuntamento alla Gare du Nord per protestare contro le espulsioni di clandestini decise dal ministro degli Interni, Jean -Louis Debré. E’ Sos Racisme, nobilitato dall’Eliseo sotto la guida di François Mitterrand, che esibiva una piccola mano di Fatima, che non a caso, era gialla. E’ lo stesso Sos Racisme che allora aveva come slogan: ‘Chi tocca un musulmano tocca un ebreo’.  

 

 

Sono le lezioni di storia impartite alla scuola repubblicana che hanno ridotto la Seconda guerra mondiale allo sterminio degli ebrei e il regime di Vichy alla Germania nazista. Sono gli storici di sinistra che hanno passato il loro tempo a dimostrare che la III Repubblica aveva la stessa politica discriminatoria verso gli stranieri come Vichy l’aveva avuta per gli ebrei. Ed è tutta la sinistra, a livello mediatico, accademico o politico, fino al presidente Macron, che continua insistentemente a spiegarci che siamo tornati agli anni Trenta, e che i musulmani sono i nuovi ebrei dell’epoca, e che coloro che osano criticare l’islam e mostrare la sua incompatibilità con la Francia e la Repubblica vanno messi alla gogna con l’appellativo di ‘nazisti’. Si tratta infine di un’epoca, la nostra, che privilegia l’emozione e la ‘sensazione’ sulla ragione e sulla conoscenza. Le donne musulmane velate si sentono stigmatizzate e perseguitate? Allora lo sono! Non importa che siano loro stesse ad auto-stigmatizzarsi indossando il velo, quando gli ebrei, invece, furono costretti a indossare la stella gialla. Non importa se non si assiste ad alcuna partenza dalla Francia da parte di gruppi di musulmani perseguitati dal razzismo di stato, mentre invece molti ebrei hanno dovuto lasciare il loro paese in questi ultimi anni a causa delle violenze e persino degli omicidi, commessi contro di loro in periferie a maggioranza musulmana. Non importa se a vincere il ‘record’ di atti razzisti, sono quelli che prendono di mira i cattolici. I fatti devono cedere il passo alle sensazioni. La realtà alla propaganda. Le convinzioni all’elettoralismo. L’Illuminismo alla Sottomissione. Voltaire a Maometto. E la sinistra mangia-preti di un tempo, cede il passo alla sinistra che grida ‘Allahu Akbar’”. 

 

Questo articolo è stato pubblicato sul Figaro il 14 novembre

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