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Le irriformabili finanze vaticane

Annunci tanti, risultati pochi. Neanche Francesco è riuscito nel miracolo

2 Ottobre 2019 alle 20:48

Le irriformabili finanze vaticane

Incontro di Papa Francesco con il Consiglio di Sovrintendenza dello IOR nel 2015 (foto LaPresse)

Se fosse stato per Papa Francesco, lo Ior sarebbe stato chiuso e il suo austero torrione trasformato in una sala mensa per i poveri affidata alle cure del cardinale elemosiniere. Ci ha pensato eccome, all’inizio del pontificato, l’ha detto lui stesso. Poi ha capito che non si poteva fare – non pochi cardinali gli hanno suggerito prudenza – e ha ingaggiato una battaglia in nome della trasparenza: nuovi vertici per la cosiddetta “banca” vaticana, nuovi organismi (la segreteria per l’Economia), commissioni ad hoc con il compito di studiare riforme e riorganizzazioni. Piani che poi si sono tutti arenati tra scandali, processi, licenziamenti, allontanamenti. Di oggi l’ennesima puntata: cinque funzionari sospesi nell’ambito di un’indagine (partita qualche mese fa con autorizzazione papale) su operazioni finanziarie e immobiliari sospette. Tra le persone coinvolte, oltre a mons. Mauro Carlino, capo dell’Ufficio documentazione e informazione della segreteria di stato, c’è anche Tommaso Di Ruzza, direttore dell’Autorità di informazione finanziaria (l’antiriciclaggio). Lunedì la Santa Sede aveva comunicato che si erano svolte perquisizioni e sequestri di documenti riservati e computer. Come andrà stavolta, lo dirà il tempo. C’è però una costante in questa operazione di lustracija richiesta a gran voce dai cardinali a colui che sarebbe stato eletto Papa nei giorni delle congregazioni che prepararono il Conclave del 2013: sistemare i forzieri vaticani. Bergoglio ha eseguito, trovandosi davanti un muro pressoché invalicabile. La segreteria per l’Economia, considerata in principio quasi alla pari della segreteria di stato, è stata rapidamente dismessa, con il suo primo prefetto, George Pell, incarcerato dall’altra parte del mondo e mai sostituito. Cosa faccia oggi, quell’organismo, non lo sa nessuno. Forse anche per questo il Papa, in uno degli ultimi Angelus, è stato più duro perfino di Gesù, dicendo che la “ricchezza disonesta è il denaro e in generale i beni materiali”.

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  • Bacos50

    03 Ottobre 2019 - 11:48

    Oggi ci sono due notizie interessanti. La prima rende noto un appuntamento alle ore 14.30 in Largo Giovanni XXIII per un rosario pubblico avente come fine la salvezza della Chiesa cattolica dalle "sofferenze". La seconda ci informa dell'ennesimo scandalo finanziario in Vaticano che parla di un giro di affari di 200 milioni investiti per un palazzo di lusso a Londra. Tanto che qualcuno delle alte sfere vaticane si chiede: «Come spiegheremo ai fedeli che il Vaticano di Papa Francesco abbia un edificio di lusso a Sloane Square, nel cuore di uno dei quartieri più costosi di Londra, sul quale sono stati investiti avventurosamente duecento milioni di euro?». E allora una domanda la faccio anch'io: non si potrebbe suggerire a chi andrà a pregare in Largo S. Giovanni XXIII di aggiungere tra gli obiettivi della preghiera anche quello di far cessare gli scandali nella Chiesa non solo finanziari ma proprio tutti?

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  • filotea62

    03 Ottobre 2019 - 09:38

    Diciamo pure che le affermazioni sulla ricchezza sono delle boutade (per non dire di peggio). Visto quello che dallo IOR e dintorni salta fuori continuamente, credo proprio che il povero Gotti Tedeschi avesse ragione, è stato cacciato perché voleva toccare ciò che non si poteva.

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  • giuseppezavaroni

    03 Ottobre 2019 - 08:18

    Neanche Francesco? Non era difficile prevedere che il Sovrano meno adatto tecnicamente, culturalmente, politicamente e moralmente che abbiva regnato in Vaticano dal 1800 fallisse anche in questo. Del resto, nella sua prospettiva di liquidatore della Chiesa Cattolica non sarebbe stata una riforma utile.

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