Lo scisma nella chiesa

“No, il vostro Sinodo non è valido”. Un Papa strong fulmina i vescovi tedeschi

Matteo Matzuzzi

Il card. Marx aveva annunciato un’assemblea “vincolante per la chiesa in Germania”. Il Vaticano: “Non potete”

Roma. Il Sinodo “vincolante per la chiesa in Germania” che il cardinale Reinhard Marx aveva annunciato lo scorso marzo per discutere di celibato sacerdotale, insegnamento sulla morale sessuale e potere clericale “non è ecclesiologicamente valido”. A metterlo nero su bianco sono due lettere firmate rispettivamente dal cardinale Marc Ouellet, prefetto della congregazione per i Vescovi, e da mons. Filippo Iannone, presidente del Pontificio consiglio per i testi legislativi. Nelle missive – di cui è entrata in possesso Catholic News Agency – si sottolinea che i piani dei vescovi tedeschi “violano le norme canoniche” e, di fatto, sono ree di “alterare le norme universali e dottrinali della chiesa”.

 

 

L’altolà di Ouellet, datato 4 settembre, arriva dopo che ad agosto s’era riunita la commissione permanente della conferenza episcopale presieduta da Marx per discutere le tesi sinodali da presentare all’assemblea già programmata a fine settembre. Peccato che nel frattempo fosse intervenuto il Papa, che il 29 giugno scorso aveva spedito “al popolo di Dio che è in cammino in Germania” una lunga lettera in cui chiariva che “gli interrogativi presenti, come pure le risposte che diamo, esigono una lunga fermentazione della vita e la collaborazione di tutto un popolo per anni. Ciò porta a generare e mettere in atto processi che ci costruiscano come popolo di Dio, più che la ricerca di risultati immediati che generino conseguenze rapide e mediatiche, ma effimere per mancanza di maturazione o perché non rispondono alla vocazione alla quale siamo chiamati”. Il 19 agosto, proprio per venire incontro alle richieste di Francesco, il cardinale arcivescovo di Colonia, Rainer Maria Woelki, e il vescovo di Ratisbona, Rudolf Voderholzer, avevano proposto l’adozione di una traccia di lavoro alternativa, che tenesse conto delle richieste del Papa. Risultato: la proposta ha ottenuto tre voti favorevoli, tre astensioni e ventuno voti contrari.

 

Scrive oggi il Vaticano che “è facile constatare che queste tematiche (morale sessuale, celibato, potere clericale ndr) non hanno a che vedere solo con la chiesa in Germania bensì con la chiesa universale e – salvo poche eccezioni – non possono essere oggetto di deliberazioni o decisioni di una chiesa particolare contravvenendo a ciò che è spiegato dal Santo Padre nella sua lettera”. Un sinodo locale si può fare, insomma, purché “si seguano le procedure previste dal Codice di diritto canonico”. Per il cardinale Marx è la seconda bocciatura in poco più d’un anno: nel maggio del 2018 fu il prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, il gesuita Francisco Ladaria, a fermare l’intenzione di andare avanti in autonomia sull’intercomunione con i protestanti. Stavolta l’arcivescovo di Monaco aveva alzato troppo l’asticella, volendo coinvolgere nel suo processo sinodale gruppi laicali da tempo ostili agli insegnamenti della chiesa e favorevoli all’ordinazione delle donne. “La conferenza episcopale non può deliberare in maniera vincolante se gli argomenti in oggetto coinvolgono l’intera chiesa”, ha scritto mons. Iannone. E quello che vorrebbe Marx “va oltre le competenze” conferite ai vescovi locali. “Sinodalità non è sinonimo di democrazia”, ha aggiunto il presidente del Pontificio consiglio per i testi legislativi”. Marx, che ha preso in parola il Papa mettendo in pratica il passaggio della Evangelii gaudium in cui si auspica che alle conferenze episcopali vengano concesse competenze anche in materia dottrinale, ha fatto sapere che si recherà presto a Roma per discutere con il cardinale Ouellet. Intanto il malcontento tedesco verso il Vaticano trova spazio sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung: “Papa Francesco non ha ancora soddisfatto quasi nessuna delle elevate aspettative che egli stesso ha alimentato e non è ancora chiaro il suo programma. La chiesa non è meno autoritaria né meno governata da soli uomini di quanto lo fosse prima”.

  • Matteo Matzuzzi
  • Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.