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Salvini, l'autorizzazione a procedere e la trappola per il M5s

Cosa c'è dietro alla lettera a firma del ministro dell'Interno pubblicata ieri dal Corriere della Sera

30 Gennaio 2019 alle 06:11

Salvini, l'autorizzazione a procedere e la trappola per il M5s

Foto LaPresse

“Devo pensarci. Ci dormirò sopra”. Così aveva detto Salvini a proposito dell’atteggiamento che dovrà prendere al momento della votazione al Senato sul processo che lo vuole sul banco degli imputati. Mentre riposava qualcuno deve aver scritto la lettera a sua firma pubblicata ieri dal Corriere della Sera. Qualcuno che ha colto perfettamente la peculiarità del voto cui sono chiamati i senatori. L’unica autorizzazione a procedere sopravvissuta alla falcidie degli anni Novanta, relativa ai ministri e non ai parlamentari, punta direttamente al cuore del problema: il rapporto fra la politica che ha il mandato di perseguire l’interesse pubblico e le regole della legge. Chi ha scritto la lettera propone l’interpretazione più netta del compito del Senato che “non si sostituisce alla autorità giudiziaria bensì è chiamato esclusivamente a verificare la sussistenza di un interesse dello stato costituzionalmente rilevante o di un preminente interesse pubblico”. Impostata la questione da questo profilo non si tratta più di contestare il merito del processo ma di negarne la semplice possibilità. La negazione, nel ragionamento messo in pagina ieri, si sostanzia in una premessa perfino brutale quando Salvini proclama di avere agito “nella ferma volontà di mantenere gli impegni della campagna elettorale”. Il voto dunque secondo l’estensore della lettera produce istantanea intoccabilità per chi lo mette in pratica. Poco conta che le cifre citate all’inizio della lettera, a dimostrazione dell’operato del ministro, siano per così dire diversamente interpretabili. Quel che conta è il ragionamento, così rozzo da poter essere apprezzato anche dal M5s che da ieri comincia a intuire di essere in trappola.

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    30 Gennaio 2019 - 10:10

    Che il Truce sia un truce non ci piove ma alla giusta critica del Foglio io scorgo anche una vena di polli-corrett.

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  • Chichibio

    30 Gennaio 2019 - 10:10

    Ottusamente ammantati nella loro onestatatà i grilii non potranno mai arrivare a risostenere l'immunità parlamentare.

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  • giantrombetta

    30 Gennaio 2019 - 09:09

    Caro Bordin, ci fu un tempo in cui ii Foglio di Giuliano Ferrara giustamente difese la scelta dei padri costituenti di sancire nella Carta l’immunita’ parlamentare e condusse una battaglia, che condivisi e condivido, perché l’immunita’ fosse reintrodotta. Per inciso l’aver scelto di affidarsi alla magistratura per risolvere questioni politiche rovesciando radicare e nobili tradizioni del passato non mi pare abbia giovato alla sinistra neppure sul piano elettorale. Anzi.

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    • gesmat@tiscali.it

      gesmat

      30 Gennaio 2019 - 10:10

      Timeo iudices et dona ferentes.

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      • verypeoplista

        verypeoplista

        30 Gennaio 2019 - 11:11

        Salve Laocoonte, frase sempre attuale con l'introdotto "iudices" al posto dei "greci"

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