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Essere Carlo Sibilia

Quanto pagherei oggi per trovare uno scaffale, o una scia chimica, per entrare nella testa del deputato grillino

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

31 Gennaio 2019 alle 06:00

Essere Carlo Sibilia

Carlo Sibilia (foto LaPresse)

Chi non ha un sogno veramente folle e che non confesserebbe mai, ma poi viene il giorno che sì? Tipo entrare nella test di un altro? C’è quel vecchio film divertente, Essere John Malkovich, avete presente? Con quello che scopre dietro a un mobile un passaggio per entrare dentro la testa del suo attore preferito. Lo giuro, quanto pagherei oggi per trovare uno scaffale, o una scia chimica, per entrare nella testa di Carlo Sibilia. Davvero: essere Carlo Sibilia deve essere meglio di fare l’ottovolante al lunapark. Ti permette di: arrivare primo alla corsa degli asini a chi spara più boiate sul signoraggio (lui tagliò il traguardo nel 2013). Essere favorevoli ai matrimoni di gruppo, ma consenzienti, roba che neanche a un gesuita verrebbe in mente. Creare un vaccino obbligatorio e immediato contro la follia di Beatrice Lorenzin (e qui, in effetti).

  

Ma soprattutto, tatatààà! Lo sballo di essere nella testa di un grillino e poterlo sentire quando dice, anzi dirlo proprio assieme a lu: “Se il caso va in Aula il Movimento Cinque stelle non ha mai negato a nessun politico il processo, la ricerca della verità è positiva per tutti, in aula voteremo assolutamente sì”. Anzi, a dirla tutta: “Il Movimento non ha mai salvato nessun politico” E insomma essere lì, dentro nella sua zucca in cui l’unico problema è questa vertiginosa sensazione di vuoto. Essere lì, essere Carlo Sibilia, il giorno che voterà: “Salvini in galera”. (Ma a patto poi di trovare una scia chimica da seguire per uscire fuori, come Pollicino, eh).

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