Traduzione simultanea dell'intervista a Carlo Sibilia / 2

Carlo Stagnaro

D'amore, di morte e di altre sciocchezze

(l’assassino torna sempre sul luogo del delitto)

 

Domanda: Carlo Sibilia, è arrivato su una poltrona del Viminale, è diventato sottosegretario all’Interno…

Risposta: Eh, se mi fermo a guardare come è andata a finire mi si mozza il fiato.

Traduzione: Oh, nun ce se crede.

 

D: Come era iniziata?

R: Con un meetup ad Avellino nel 2005. Tutto per le balle di rifiuti che avevo davanti a casa.

T: Sparecchiavo...

 

D: Balle di rifiuti?

R: Non si può capire cosa sono i rifiuti dalle nostre parti se non ci si vive. La terra invasa da talmente tante buste bianche da sembrare neve. Ho fatto un progetto per lo smaltimento – sono laureato in biotecnologie a Perugia, università in inglese – l’ho mandato al Sindaco. Aspetto ancora la risposta.

T: Sì, uno sporco, una puzza. Io per levarmi dal divano avevo pure provato a iscrivermi alla ka$ta, ma niente, dei maleducati che non ti dico.

 

D: E l’avventura politica quando è partita?

R: Mi sono candidato per la prima volta nel 2010, lista civica regionale: abbiamo preso l’1,32%.

T: Lascia perdere, non mi ha votato neanche mia madre.

 

D: E non si è scoraggiato?

R: Facevano bene a non votarci all’epoca, dovevamo ancora imparare. Anche Luigi Di Maio, candidato nel suo comune quell’anno, si è fermato sotto il 3%.

T: Guarda, a mia mamma l’ho perdonata solo quando ho scoperto che neppure la mamma di Di Maio l’ha votato.

 

D: Con una laurea in biotecnologie è approdato al Viminale, come mai?

R: Serviva una persona che conoscesse bene il Movimento 5 stelle.

T: Boh, devi chiedere a Di Maio.

 

D: Che deleghe ha?

R: Ancora nessuna.

T: Boh, devi chiedere a Di Maio.

 

D: Conosce bene Salvini?

R: L’ho conosciuto al giuramento. Ci siamo scambiati i numeri di telefono lì.

T: Salvini non è ministro.

 

D: E’ d’accordo con la sua politica sui migranti?

R: E’ quello che è scritto nel contratto di governo, non è la politica di Matteo Salvini. E’ un tema che va affrontato in maniera molto seria, si è trasformato in un business pericoloso.

T: Le domande difficili le devi fare a Di Maio. L’unica cosa che posso dirti è che, quando vado al supermercato, c’è uno che mi guarda brutto, mi inquieta.

 

D: Lei una volta affrontò il tema dello sbarco sulla Luna, era serio?

R: Uhh, è un tweet di qualche anno fa…

T: Eddai, era per prendere un po’ di retweet dagli sciroccati…

 

D: Dove scriveva che lo sbarco sulla Luna non c’è mai stato…

R: E’ controverso quell’episodio.

T: Quale sbarco sulla luna?

 

D: In che senso?

R: Sono tanti gli episodi controversi. Al Monte dei Paschi di Siena, ad esempio, sono spariti 100 miliardi, c’è un morto di mezzo e non si trova un responsabile.

T: E allora il Pd?

 

D: Ma cosa c’entra con la luna?

R: Come dice Gianna Nannini: “Sei nato nel paese delle mezze verità…”

T: [guarda fuori dalla finestra, fischietta]

 

D: Le piace la Nannini?

R: La ascolto ogni tanto. Ma seguo la musica metal. Posso dire una cosa a cui tengo molto?

T: [alla radio passano gli AC/DC]  Posso dire una cosa che non c’entra niente?

 

D: Prego…

R: E’ la cosa più bella del mio lavoro da Parlamentare: il progetto Sos Anti-Equitalia. Avevamo messo 15 unità, quasi una per regione per aiutare le persone con le cartelle. C’erano anche psicologi di supporto.

T: Sei per sette quarantadue più due quarantaquattro.

 

D: Ad Avellino domenica ci sono i ballottaggi, previsioni?

R: Il Movimento 5 stelle i ballottaggi li vince nel 95% dei casi.

T: Fammi dare una manata alle palle, va’!

 

(con tante scuse a Alessandra Arachi)

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