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Il ritorno sulla Terra degli astronauti di Artemis II
L'equipaggio che si è addentrato di più nello Spazio nella storia dell'umanità è ammarato al largo della costa della California. Il rapporto tra curiosità e progresso umano nell'esplorazione spaziale
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11 APR 26
Ultimo aggiornamento: 04:56 PM | 14 APR 26

Foto Nasa
In un'epoca nella quale l'esplorazione è quasi scomparsa perché tutto, o quasi, è geolocalizzato, visibile da satellite e l'idea di addentrarsi in quei pochi luoghi ancora inesplorati del mondo, l'Amazzonia e parte del Borneo, è considerata un'occupazione neocolonialista da evitare in ogni modo, abbiamo assistito, nonostante tutto, al ritorno degli ultimi esploratori.
I primi astronauti ad aver viaggiato oltre Luna dopo oltre mezzo secolo sono tornati sulla Terra poco dopo le due di notte di sabato scorso, dopo una missione a bordo del volo di prova Artemis II della Nasa. Reid Wiseman (comandante), Victor Glover (pilota), Christina Koch (specialista di missione) e l'astronauta della Csa (Agenzia Spaziale Canadese) Jeremy Hansen sono ammarati nell'Oceano Pacifico al largo della costa di San Diego (California) dopo un viaggio di dieci giorni attorno alla Luna e 694.481 miglia nello Spazio.
Si sono spinti ben oltre il limite della missione Apollo 13, hanno rivisto ciò che avevano visto per primi i cosmonauti dell'Apollo 8, la faccia nascosta della Luna, che l'astronauta William Anders descrisse come “un mucchio di sabbia in cui i miei figli hanno giocato per qualche tempo. È tutta picchiettata, senza definizione, solo un sacco di dossi e buche”.

Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno soprattutto ridestato la curiosità per quello ciò che ci sembra precluso, per ciò che ancora non è stato visto. Hanno alzato l'asticella del limite umano, ben oltre di quanto riesce a fare Armand Duplantis nel salto con l'asta.
La curiosità, scriveva l'esploratore e geografo Pellegrino Matteucci, “è ciò che spinge l'uomo a migliorarsi e migliorare la propria condizione di vita e di pensiero”. Il primo europeo ad attraversare per intero il continente africano a nord dell'equatore aggiunse che “sebbene non sia chiara la correlazione tra l'esplorazione di zone remote al miglioramento della condizione umana, esiste invece un filo rosso che le lega. Perché solo espandendo la conoscenza si può dare acqua al mulino della creatività sociale”. Perché curiosità chiama curiosità. L'esplorazione umana genera esplorazione in altri campi, crea immaginazione, sogni, un nuovo altrove verso cui spingersi.
L'esplorazione della curiosità è tornata a focalizzarsi sullo Spazio.
“Artemis II ha dimostrato straordinaria abilità, coraggio e dedizione, con l'equipaggio che ha spinto Orion, l'Sls (Space launch system) e l'esplorazione umana oltre ogni limite. Come primi astronauti a volare su questo razzo e questa navicella spaziale, l'equipaggio ha accettato rischi significativi al servizio della conoscenza acquisita e del futuro che siamo determinati a costruire. La Nasa riconosce inoltre il contributo di tutto il suo personale, insieme ai nostri partner internazionali, la cui competenza e il cui impegno sono stati essenziali per il successo di questa missione. Con Artemis II completata, l'attenzione si sposta ora con fiducia sull'assemblaggio di Artemis III e sulla preparazione al ritorno sulla superficie lunare, alla costruzione della base e alla volontà di non abbandonare mai più la Luna”, ha dichiarato l'amministratore della Nasa, Jared Isaacman.
Artemis III dovrebbe partire verso la Luna nel 2027. Dovrebbe riportare l'uomo sulla superficie lunare. Potrebbe, dovrebbe, essere un nuovo tassello di una nuova curiosità per ciò che ci è lontano, per ciò che ancora non è stato visto.

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