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Artemis II, la Luna e lo Spazio visti da Orion
Dalle 19:02 del 6 aprile 2026 Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen sono le persone che hanno raggiunto il punto più lontano dal nostro pianeta nella storia dell'umanità. La potenza dell'immaginazione
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7 APR 26
Ultimo aggiornamento: 01:48 PM
Lunedì 6 aprile 2026, alle 19:02, il veicolo spaziale Orion (o per completezza Orion Multi-Purpose Crew Vehicl) della missione Artemis II (partita il 2 aprile dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral) si è trovato a 405.000 chilometri dalla Terra. Nessun essere umano si era mai addentrato così tanto nello Spazio come i quattro astronauti a bordo di Orion. Chi era dentro all'Apollo 13 nell'aprile del 1970, ossia Jim Lovell, Jack Swigert e Fred Haise, aveva fatto marcia indietro 6.600 chilometri prima.
Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen sono le persone che hanno raggiunto il punto più lontano dal nostro pianeta nella storia dell'umanità.
Sino a quel momento, sino alle 19:02 del 6 aprile 2026, lassù, così lontano nell'Universo, c'era finita solo l'immaginazione di scrittori e sceneggiatori televisivi e cinematografici.
Il loro non è stato solo un viaggio spaziale, è stato un viaggio letterario, ai confini dell'immaginazione umana. L'equipaggio di Artemis II si è spinto più in là anche di Astolfo e San Giovanni evangelista alla ricerca del senno di Orlando. Loro si erano fermati sulla Luna.
Tutta la sfera varcano del fuoco,
ed indi vanno al regno de la luna.
Veggon per la più parte esser quel loco
come un acciar che non ha macchia alcuna;
e lo trovano uguale, o minor poco
di ciò ch'in questo globo si raguna,
in questo ultimo globo de la terra,
mettendo il mar che la circonda e serra.
Si sono spinti più in là di mr Bedford e di mr Cavor in "The First Men in the Moon" di H. G. Wells. E ancora più in là di Nicholl, Barbicane e Michele Ardan a bordo del mega proiettile sparato nell'Universo in "Intorno alla Luna" di Jules Verne. Certo non hanno ancora raggiunto le distanze di Spock e compagnia in Star Trek, ma S'chn T'gai Spock è mezzo vulcaniano, quindi non vale.
Artemis II è letteratura in movimento, oltre a essere in diretta sul canale YouTube della Nasa.
La diretta c'è perché ormai tutto deve essere trasmesso in diretta. C'è perché altrimenti qualche complottista avrebbe qualcosa da ridire, qualcosa da complottare. C'è perché è meglio che ci sia, in quanto quello che sta vivendo l'equipaggio di Artemis II rientra nella storia dell'umanità e chi assiste a tutto questo sta assistendo alla storia dell'umanità.
La diretta è però allo stesso tempo superflua, perché tanto il complottista complotterà e chi vuole assistere alla storia dell'umanità preferisce farlo seguendo il modello di rappresentazione 3D della missione.
Vedere la Luna e lo Spazio in diretta è al tempo stesso necessario e superfluo. Scriveva H. G. Wells: "Sogno di vedere un giorno la Luna e lo spazio con i miei occhi, ma i miei occhi, quando sono chiusi, hanno già visto la Luna e lo Spazio perché li hanno immaginati". Ciò che stiamo vedendo nasce dall'immaginazione, è grazie a questa se stiamo riuscendo a vedere le immagini fornite dalla Nasa. È l'immaginazione, prima di ogni altra cosa, che ha dato il via alla missione Artemis II e ha permesso la creazione di Orion.
Ed è sempre grazie all'immaginazione che, un giorno, l'uomo si spingerà oltre a punto toccato il 6 aprile 2026 alle 19:02 da Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen. La curiosità umana, la voglia di sapere e, perché no, la fantascienza che ispira la scienza riusciranno a stabilire nuovi limiti, creare nuove immagini spaziali già disegnate in vecchie visioni interstellari.
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Al Foglio dal 2014. Nato nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Insegue. In libreria trovate Girodiruota e Alfabeto Fausto Coppi. E dal maggio 2023 Lance deve morire, il suo primo romanzo.
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