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Sarà un anno bellissimo

Ai dati economici sconfortanti si aggiunge lo stop all’autonomia. Il premier è stato chiarissimo: il governo frena, l’accordo con le regioni non c’è, la parola passa al Parlamento, stop alle tasse trasferite alle regioni

23 Febbraio 2019 alle 06:04

Sarà un anno bellissimo

Foto LaPresse

“Sarà un anno bellissimo”. Lo scrive nel suo editoriale d’esordio l’amico Carlo Verdelli, neodirettore di Repubblica, a cui mando un saluto e un augurio di buon lavoro (Cerasa permettendo…). Sottile ironia, ovviamente. Cito: “Secondo una previsione temeraria del presidente del Consiglio, l’avvocato Giuseppe Conte, il 2019 sarà un anno bellissimo. La speranza di tutti è che abbia ragione. L’evidenza di questi primi cinquanta giorni direbbe il contrario”.

 

Non è (solo) antipatia politica di Rep. nei confronti del governo gialloverde. Verdelli cita tre dati inconfutabili: “Siamo entrati ufficialmente in recessione. Le previsioni di crescita del nostro pil sono franate allo 0,2 percento. La produzione industriale è balzata all’indietro del 5,5 percento”. E allora? Un anno bellissimo?

 

A questi dati sconfortanti ne aggiungo uno, fresco di giornata: lo stop all’autonomia. Il premier è stato chiarissimo: il governo frena, l’accordo con le regioni non c’è, la parola passa al Parlamento (tempi biblici), stop alle tasse trasferite alle regioni. Una vera tragedia per chi – come il sottoscritto e l’ottimo governatore del Veneto Luca Zaia – ha messo in moto la macchina dei referendum e ha sottoscritto con il governo un accordo chiaro e impegnativo, che garantisce alle miniere d’oro Lombardia e Veneto (dopo decenni di sfruttamento selvaggio) la tanto desiderata compensazione istituzionale e fiscale. Roma vince ancora. Sarà un anno bellissimo? Ma de che… se la ridono a Trastevere. Stay tuned.

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Commenti all'articolo

  • maropadila

    24 Febbraio 2019 - 22:10

    Mi rendo conto di fare un'osservazione ovvia, ma non posso evitarla: è da pazzi pensare che lo stop all'autonomia sia, insieme con la frenata sulla TAV, il prezzo pagato da Salvini al M5s? E, se così fosse, che cosa pensare di un uomo politico che antepone, fino a questo punto, i suoi interessi di salvaguardia personale a quelli di intere collettività regionali e di tutto il Paese? È questo il cambiamento?

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